Il dolore
«No al pranzo diviso» Genitori all’attacco
LUCCA. I genitori del comitato La scuola che vogliamo sono di nuovo sul piede di guerra. In una lettera inviata ai dirigenti degli istituti comprensivi Lucca 1 (Gabriella Nanini), Lucca 2 (Luisa...
LUCCA. I genitori del comitato La scuola che vogliamo sono di nuovo sul piede di guerra.
In una lettera inviata ai dirigenti degli istituti comprensivi Lucca 1 (Gabriella Nanini), Lucca 2 (Luisa Arcicasa), Lucca 3 (Elisabetta Giannelli), Lucca 4 (Leonardo Rotella), Lucca 5 (Carla Reggiannini), Lucca 6 (Giovanni Testa), Lucca 7 (Anna Rugani) e al provveditore provinciale Donatella Buonriposi, al sindaco di Lucca, al presidente del consiglio comunale e ai capigruppo chiedono di cambiare l’organizzazione della refezione nelle scuole (suddivisa oggi in due gruppi: i bimbi che mangiano il pasto della mensa scolastica e quelli che si portano il pasto da casa) e annunciano iniziative di protesta.
«Ci è stato riferito da da alcuni dirigenti - spiegano Marianna Ferraro, Luca Bonora e Federica Puccinelli, rispettivamente presidente, vice presidente e segretario del comitato - che esiste un accordo non reso pubblico ma disposto con precisione al collegio docenti e comunicato ai genitori, in base al quale è vietato portare cibi estranei a quelli della ditta di ristorazione nei refettori pubblici, nel rispetto del piano di autocontrollo della ditta stessa. Non vigendo il divieto di introdurre alimenti propri nella scuola pubblica gli alunni che portano il pasto da casa possono consumarlo in un doppio turno: le classi vanno insieme in refettorio e prima o dopo i bambini col proprio cibo mangiano fuori dal refettorio. Questa organizzazione ha reso il momento del pasto un supplizio per tutti, docenti, alunni, ausiliari, sporzionatrici, e genitori che sappiamo che i nostri figli devonoa vigilare digiuni al pasto degli altri e prima o poi a essere vegliati in classe dai loro compagni che hanno già pranzato».
«Il tempo mensa è un momento educativo di convivialità e socializzazione: quale convivialità possiamo trovare in questa prassi e quale socializzazione positiva? - dicono i genitori del comitato -. La scuola deve trovare altre soluzioni, già in atto dove il buonsenso dei docenti li ha portati a dividersi per i due gruppi e a mangiare in concomitanza, in attesa di soluzioni migliori che restituiscano al refettorio la dignità di locale pubblico».
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