Attenzione
Vespista ottantenne derubato della propria storia
Lucca: durante il raduno al Foro Boario sono state portate via sei antiche medaglie dal suo mezzo in esposizione
LUCCA. Un furto crudele. Non esiste forse definizione più adatta per il “colpo” messo a segno lo scorso fine settimana in occasione del raduno del Vespa Club di Lucca tenuto al foro Boario. Da una delle Vespe esposte nel museo allestito per l’occasione sono infatti scomparse 6 medaglie, pezzi d’epoca, che raccontavano di vecchi raduni, e che facevano parte anche della vita di uno storico socio del Club, Enrico Cozzoli, 80 e passa anni, socio del Vespa Club lucchese sin dalla sua prima fondazione, prima della rinascita avvenuta 8 anni fa. Quelle medaglie hanno anche un valore venale (tra i 100 e 150 euro), ma che non è nulla, come ogni collezionista sa, davanti al valore affettivo. Anche perché narravano la storia personale del suo proprietario.
Un gesto che ha lasciato l’amaro in bocca a tutto il club lucchese, che invece di festeggiare come meritava questo raduno (che ha portato in città appassionati da tutta Italia e anche da oltre confine, con 30 club e centinaia di equipaggi) si trova a dover masticare amaro per questo gesto schifoso.
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«Dispiace, anche perché Enrico per tutti noi è una persona speciale – commenta Riccardo Rossi, consigliere del Club – fra l’altro proprio per consentire l’esposizione della sua Vespa con tutte le medaglie, aveva anche rinunciato a partecipare al giro degli equipaggi. Siamo rimasti tutti sconvolti dall’accaduto».
Difficile dire cosa possa aver spinto l’autore a un simile gesto, forse si tratta di un collezionista (ma che soddisfazione c’è a possedere pezzi rubati che, per questo, non potrà nemmeno mai mostrare?). O forse di qualcuno intenzionato a rivenderli (ma, in quel caso, rischia seriamente di essere individuato). In ogni caso è scattata la denuncia ai carabinieri, e si stanno passando al setaccio fotografie e filmati della manifestazione, e c’è un certo ottimismo (l’area dell’esposizione è stata videoripresa con continuità).
«Ma speriamo nel buon senso del responsabile – chiude Rossi – e vogliamo dargli l’opportunità di rimediare a ciò che ha fatto, magari consegnando in forma anonima la refurtiva alla sede del club (in via Don Minzoni 300 a Sant’Anna ndr)».
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