Il Tirreno

Lucca

«Stiamo vivendo nell’ansia Noi vogliamo chiarezza»

di Nicola Nucci
«Stiamo vivendo nell’ansia Noi vogliamo chiarezza»

Dalla coppia in attesa di un bimbo a chi ha trascorso qui la sua vita professionale «Non si gioca con la disoccupazione, non siamo numeri, noi siamo persone»

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PORCARI. Una protesta soprattutto al femminile quella dei lavoratori della Snai. L'incubo dei trasferimenti a Milano o Roma annunciati dai vertici aziendali aleggia soprattutto sulle donne, alcune anche in maternità o in dolce attesa. Storie come quella di Sara Benedetto, addetta al comparto delle apparecchiature dell'intrattenimento (slot e videolottery, quello più a rischio), tra le “candidate” a dover fare le valigie. Lei e suo marito Alfonso Paternò, anche lui impiegato nella sede di Porcari, all'assistenza tecnica, aspettano una bambina. «Un trasferimento sarebbe traumatico – racconta Sara, incinta di sette mesi e impiegata alla Snai da dieci anni – abbiamo visto crescere questa azienda e ci aspettiamo un altro trattamento».

Un'altra giovane coppia lucchese è unita dalla preoccupazione per un futuro incerto. È quella composta da Erika Loscalzo, da dieci anni addetta all'assistenza tecnica, e David Minucciani, da vent'anni nel settore telefonia dell'azienda delle scommesse di Porcari: «Oggi siamo qua, tutti insieme, per chiedere all'azienda di garantire i posti di lavoro e il nostro futuro».

Michela Cantoni è di Ponte a Moriano, ha due figli, uno di 9 anni e l'altro di 14: «Sono in Snai da 17 anni e questa situazione crea ansia e preoccupazione. Aspettiamo sviluppi positivi e soprattutto vogliamo chiarezza».

Il cielo è grigio sopra Porcari, quasi a rappresentare lo stato d'animo dei lavoratori della Snai che con Cogemat (capogruppo di Cogetech) per creare il primo polo quotato in Italia dell'intrattenimento.

«Non si gioca con la disoccupazione, non siamo numeri ma persone», è uno degli slogan più gettonati durante il corteo, sostenuto anche dalla solidarietà del paese.

«Bisognava dare un segnale forte – dice Roberta Tessandori Bernini delle Rsu Fiom – abbiamo dato fiducia l'azienda, ma hanno continuato a non dare risposte sul piano industriale e le prospettive occupazionali. Non è semplice per questi lavoratori alzarsi ogni giorno con un futuro incerto».

«Né Roma, né Milano, a Porcari noi restiamo»: questo un altro degli slogan che ha accompagnato il corteo che sfidando il rischio pioggia, dopo il presidio davanti alla fabbrica, è partito alla volta del municipio. Un serpentone che si è snodato lungo la trafficatissima via Romana, con il corteo che ha deciso di percorrere per intero anche la rotatoria all’altezza dell’incrocio con via Capannori, quella poi imboccata per arrivare sino a Piazza Orsi e quindi al municipio, meta finale della protesta di ieri mattina.

Una protesta che, certo, ha provocato code e disagi lungo una delle arterie più trafficate della Piana. Disagi che, però, non sono niente rispetto a quelli che rischiano di dover vivere molte delle 400 persone che lavorano in Snai e le loro famiglie.

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