Il Tirreno

Lucca

Addio a Carmassi, anima dell’Aeroclub

È stato fondatore e il presidente della scuola volo velistica toscana: è morto ieri all’età di 92 anni

2 MINUTI DI LETTURA





TASSIGNANO.

È stato il motore dell’Aeroclub Volovelistico Toscano, fondatore e presidente oltre che organizzatore di tantissime iniziative legate all’acrobazia in aliante. Volare era la sua passione, una passione che trasmetteva a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo, magari nell’aeroporto di Tassignano dove, dal 1980, ha sede il club specialistico da lui tanto voluto. Ma ieri l’anima dell’aeroclub toscano si è spenta. Nella notte tra martedì e mercoledì infatti, Renato Carmassi è deceduto nella sua abitazione di Sant’Anna: aveva 92 anni per la maggior parte trascorsi a fare ciò che amava di più, volare. «L’aeroclub toscano di volo a vela è stata una sua idea - racconta un suo caro amico - prese il primo brevetto di volo a 18 anni e da quel momento non ha più smesso di volare. Per me era come un fratello, un uomo buono, in gamba e onesto. Nel suo lavoro all’aeroclub era molto preciso e faceva in modo che tutto andasse bene. Purtroppo stava male da tanti anni ma ha volato finché ha potuto: avrà smesso quando aveva una settantina d’anni». L’avventura di Renato Carmassi e del “suo” Aeroclub del volo velistico di Lucca comincia infatti nel 1980 come associazione sportiva. Ma solo un anno dopo arriva la doccia fredda: l’hangar nel quale si trovano i mezzi deve essere abbattuto. Ma Carmassi non demorde e trova un ricovero provvisorio in un’aviosuperficie nel Mugello. Nel 1987 poi il ritorno a Tassignano, dove tuttora ha sede, e il riconoscimento da parte dell’Aeroclub Italia di Aeroclub volovelistico toscano. Da quel momento la scuola diventa operativa per il rilascio del brevetto di pilota di aliante veleggiatore. Ma non è finita qui. Perché un’altra passione di Renato Carmassi era quella del volo acrobatico, disciplina che poi è stata introdotta nell’Aeroclub e che lui, in prima persona, ha contribuito a diffondere. «A un certo punto - racconta ancora un suo caro amico - gli venne in mente di andare in Germania perché lì aveva saputo che riuscivano a far volare, su dei mezzi ad hoc, i paraplegici. Così seguì un corso con l’idea di poterlo fare anche all’Aeroclub. Dopo aver modificato un mezzo ricordo che venne un giovane paraplegico e chiese di poter fare un volo acrobatico, ovviamente in compagnia di un istruttore. Dopo questa esperienza il giovane ha poi preso il brevetto ed è diventato un campione di acrobazia aerea». Il funerale di Renato Carmassi sarà celebrato domani alle 15.15 nella chiesa di Sant’Anna.

Federica Scintu

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web