Il Tirreno

Lucca

Terna, Comuni uniti e comitati spaccati

di Luca Cinotti e Nadia Davini
Terna, Comuni uniti e comitati spaccati

Maggiano contro Starc, mentre la Regione sta per decidere

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LUCCA. Comuni uniti, comitati spaccati. E la Regione che si prepara a rilasciare il proprio parere sul nuovo percorso dell’elettrodotto ad altissima tensione nell’Oltreserchio. Giochi di posizionamento, strategie che cambiano mentre - per il momento - non si hanno nuove né dal Ministero che sta gestendo la Valutazione di impatto ambientale né da Terna, che a gennaio aveva presentato le tre alternative al progetto del 2014.

Incontro in Regione. Le cinque amministrazioni interessate (Lucca, Camaiore, Massarosa, Vecchiano e San Giuliano Terme) la scorsa settimana hanno incontrato a Firenze l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni. Una tappa in vista del parere (consultivo) che la Regione è tenuta a dare. E, davanti a Fratoni, i Comuni hanno ribadito la bocciatura sia del progetto originario di Terna, sia delle tre alternative: le due simili al tracciato del 2014 e la terza, che manterrebbe il percorso attuale con una “bretella” lungo l’autostrada per collegarsi a una stazione di trasformazione a Filettole. I Comuni, dunque, non hanno la minima intenzione di togliere le castagne dal fuoco a Terna, indicando una soluzione. Anche perché, secondo le amministrazioni, tutte le ipotesi sono in contrasto con il piano paesaggistico della Regione. E - sostengono - sarebbe una contraddizione aver deciso di difendere il piano al Tar dall’attacco di Terna e, contemporaneamente, dare il via libera a un progetto che con quel piano è in conflitto.

Lo scontro fra comitati. La sintonia si è persa, invece, fra i comitati che fino a qualche settimana fa marciavano compatti sul “no” ai progetti di Terna.

Tagliando con l’accetta, un fronte ruota intorno allo storico Maggiano 2005 (che da oltre dieci anni si batte per spostare i tralicci dalla loro attuale collocazione) e coinvolge, fra gli altri, i comitati di Chiatri e Nozzano e Insieme per Maggiano. Nelle osservazioni inviate al ministero per la procedura di impatto ambientale, Maggiano 2005 aveva rigettato la terza alternativa (quella che lascia i tralicci dove sono), non scegliendo fra le altre. Poi ha annunciato, insieme alle altre associazioni, di aver inviato una nota con la quale si sceglie l’alternativa “A2”: simile al progetto originario (con la grande stazione di cava Batano), ma con tralicci che si allontanano da Chiatri (il che ha permesso la convergenza anche dei comitati di questa frazione).

Posizione che, certamente, crea attriti e distanze siderali con il Comitato Starc, che nelle sue osservazioni ha respinto tutte le alternative presentate in corso d'opera dalla società, ritenute insufficienti per quanto riguarda la documentazione e insoddisfacenti dal punto di vista della proposta, di poco differente da quella iniziale. Per di più, nel caso venga ritenuta «di interesse pubblica» l’opera, Starc indica al ministero che l’alternativa “B1” è quella «più performante», anche se può essere migliorato.

L’aasemblea. Il clima, dunque, torna a scaldarsi nell'Oltreserchio e il primo appuntamento per capire quanto profonda e complessa sia la spaccatura potrebbe essere rappresentato proprio dall'assemblea di lunedì prossimo, indetta da Starc al campo sportivo di Nozzano. Un incontro che i referenti del comitato stanno preparando da diverse settimane e che ha come obiettivo l'illustrazione pubblica delle osservazioni depositate mesi fa alle tre alternative al tracciato: un modo per fare il punto con le istituzioni, invitate ufficialmente a partecipare, e ribadire la propria contrarietà all'ipotesi di costruzione del nuovo elettrodotto, preferendo, al contrario, il miglioramento e la messa a norma dell'esistente, che taglia il paesaggio di Maggiano e Farneta. «L'assemblea è l'occasione - spiega Simone Lena di Starc - per presentare le osservazioni. Parleremo delle tre alternative avanzate da Terna, in fase di Via al Ministero dell'ambiente, e del progetto originario, fermo al Tar, dopo che la società aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato contro il piano paesaggistico regionale, che impone dei vincoli del tutto in contrasto con l'idea di Terna. Di quello che invece è emerso sabato scorso da parte di alcuni cittadini preferisco non parlare, perché prima vorrei consultarmi e confrontarmi con gli altri membri del comitato. Quello che posso dire, però, è che mi sono reso conto di come queste alternative abbiano creato una percezione distorta della realtà: le integrazioni di Terna, infatti, non forniscono documentazioni e precisazioni che ritengo necessarie. A differenza del progetto originario, per esempio, le nuove soluzioni non mappano in modo puntale i terreni e le proprietà che saranno coinvolte dal tracciato: i cittadini non sanno se la propria abitazione rientra o meno in una delle tre alternative e questo genera confusione, scarsa conoscenza e quindi maggiore possibilità di manipolazione».

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