La manifestazione
«Servono apparecchiature e controlli»
L’analisi di Daniela Melchiorre, presidente della Società medico chirurgica lucchese
LUCCA. Sul caso del rene scambiato interviene anche la Società Medico Chirurgica Lucchese (Smcl) che negli ultimi anni ha posto l'attenzione in modo particolare sulla professione del medico e su come questa oggi sia fortemente condizionata dalle scelte politiche, aziendali, economiche e anche dalla relazione medico-paziente, come traslata su un piano che non gli è proprio.
«Gli eventi tristi degli ultimi mesi verificatisi nella nostra Regione ci portano ad esprimere solidarietà sia ai cittadini che ai medici che con il loro lavoro rischiano ogni giorno di commettere un errore». Daniela Melchiorre, presidente della società, ricorda poi che il “Manuale per la sicurezza in sala operatoria” del ministero, «i fallimenti della comunicazione, quali omissioni di informazioni, errate interpretazioni, conflitti intercorrenti tra i componenti dell'équipe, sono una frequente causa di errori sanitari ed eventi avversi» e che questi problemi sono legati alle politiche aziendali che «devono favorire le discussioni interdisciplinari per assicurare un'adeguata pianificazione e preparazione di ogni intervento chirurgico». Secondo la Smcl, «quanto accaduto richiede una profonda riflessione ed alcune considerazioni sull'efficacia dei sistemi di verifica e controllo che precedono e seguono ogni atto medico, in particolare quello chirurgico», per la gestione del rischio clinico. «Le responsabilità individuali in ambito medico non possono prescindere dall'agire secondo scienza e coscienza ma un inadeguato sistema di controllo rende l'atto medico ad alto rischio e non garantisce la qualità dell'assistenza sanitaria. Così pure, come abbiamo letto, le apparecchiature sono fondamentali per la buona riuscita dell'atto operatorio e rientrano anch’esse nella qualità dell'assistenza sanitaria. Non avere a disposizione apparecchiature adeguate aumenta fortemente il rischio di errore e questo oggi può confliggere con la gestione economicistica delle nostre aziende. Come Smcl abbiamo sentito la necessità di fare una analisi degli eventi convinti anche del fatto che se da una parte ci sono bravi professionisti che da molti anni soffrono perché non si sentono tutelati dal sistema in cui operano, privati del senso di appartenenza e del carisma, sottoposti peraltro a turni di lavoro massacranti; dall'altro lato riscontriamo la mancanza di una giusta umiltà professionale».
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