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Oggi sciopero da Snai «No ai trasferimenti»

Oggi sciopero da Snai «No ai trasferimenti»

PORCARI. Lo spettro dei trasferimenti a Roma o Milano aleggia ancora sulle teste degli addetti della Snai, la maggior parte donne tra i 30 e i 40 anni. E alle 8 di stamattina i dipendenti della Snai...

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PORCARI. Lo spettro dei trasferimenti a Roma o Milano aleggia ancora sulle teste degli addetti della Snai, la maggior parte donne tra i 30 e i 40 anni. E alle 8 di stamattina i dipendenti della Snai di Porcari incroceranno le braccia per l'intera giornata per la difesa dei loro posti di lavoro, e per riaprire un tavolo di trattative con l'azienda, per un piano industriale in grado di dare certezze sull’occupazione e sul futuro della società.

«La decisione di Snai di fondersi con Cogemat – dice s Mauro Rossi di Fiom Cgil - rappresenta una scelta importante e strategica per poter competere in Italia nel mondo del gioco e delle scommesse online. Non è certamente questa scelta ad essere messa in discussione bensì il modello organizzativo che si ha in mente per gestire la nuova realtà conseguente alla fusione. Siamo convinti che Snai possa farsi trovare pronta rispetto alle scommesse future se saprà valorizzare al meglio le risorse umane che l'hanno fatta crescere in questi anni. Ma se invece si vorrà scegliere la strada dei licenziamenti, magari camuffati da trasferimenti allora saremo costretti a fare di tutto per impedirli. Proporre il trasferimento, a Roma o a Milano, del personale prevalentemente femminile e con famiglia, equivale a inviare lettere di licenziamento. E sarebbe oltretutto immotivato, visto che per la tipologia di lavoro e le attuali tecnologie, il luogo fisico di lavoro è tutto sommato relativo. L'ipotesi potrebbe essere quella del telelavoro per mantenere i livelli occupazionali ma riducendo gli oneri.

Posizione netta anche quella della Fim Cisl: «Le donne e gli uomini di Snai Lucca, nucleo portante dell'attività dello stabilimento di Porcari – si legge nel volantino del sindacato – da diversi mesi chiedono certezze dalla loro azienda in attesa di soluzioni diverse dai trasferimenti. L'attenzione non è mai stata abbassata neppure davanti alla rottura di un tavolo sindacale per la proclamazione di uno sciopero di cui anche l'azienda era a conoscenza, ciò a dimostrazione dell'enorme coinvolgimento dei lavoratori. Ci aspettiamo che la dimostrazione di coraggio e tenacia sia ripagata e insieme a loro ribadiamo il nostro no ai trasferimenti e sì alla ripresa del tavolo sindacale».

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