Il Tirreno

Lucca

Protesta un padre «Otto ore e mezzo per visitare un dito»

Tempi di attesa lunghissimi pronto soccorso del San Luca «Il personale si impegna tantissimo, ma è troppo poco»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Otto ore e mezzo di attesa per una visita e un’operazione semplice: questa l’odissea vissuta da uno studente di scuola media e da suo padre al pronto soccorso dell’ospedale San Luca, sabato scorso.

A raccontare le vicissitudini lo stesso genitore, che parte da una premessa: «Prima di tutto voglio sottolineare con forza una cosa, ossia che non ho nulla da rimproverare al personale sotto il profilo dell’impegno e della professionalità. Non sono persone che stanno lì “a grattarsi”, lì ci sono persone che fanno il proprio dovere e “pedalano”, ma è evidente che ci sono problemi di scarsità di personale e di organizzazione».

Problemi che si sono manifestati quando il papà ha dovuto portare il figlio al pronto soccorso, dopo un incidente a scuola durante l’ora di ginnastica: «Si era fatto male a un dito, sono andato a prenderlo e l’ho portato all’ospedale attorno alle 10,15. Qui, al triage, è stata fatta l’accettazione poco prima delle 12 per una sospetta frattura. Fra l’altro, con spirito di collaborazione, il personale nell’indecisione tra codice blu e codice verde, ha assegnato il verde proprio per dare la precedenza, in quanto si trattava di un ragazzino, a mio figlio. Ma passa il tempo e nel tabellone non si andava mai avanti. I codici blu e bianchi passavano avanti, e ho cominciato a spazientirmi. Mi è stato spiegato che, in quanto incidente scolastico, occorreva una certificazione particolare in quanto equiparato a infortunio sul lavoro e che il medico era impegnato in cose più urgenti. Nel frattempo il dito di mio figlio si andava gonfiando e il dolore cominciava a farsi sentire. A quel punto ho protestato, ho minacciato di portare mio figlio all’ospedale di Viareggio e di rivolgermi ai giornali. E poco dopo il nostro nome è stato chiamato dagli altoparlanti e, alle 18,45 circa, dopo 8 ore e mezza, sono finalmente entrato, per una cosa molto veloce: una radiografia e una steccatura per cui è bastato un infermiere».

Un disagio confermato dall’Asl attraverso il suo ufficio stampa, che scusandosi per l’accaduto, parla di una giornata di straordinario afflusso al pronto soccorso: «Si sono registrati 183 accessi contro una media di circa 160, con molti codici gialli e rossi». E anche la particolarità dell’incidente, per quanto semplice da trattare, avrebbe giocato un ruolo nei tempi lunghi: «Sì, è vero, è equiparato a un infortunio sul lavoro, e in quel caso non serve un medico particolare, ma non si possono utilizzare gli ambulatori dei codici bianchi e blu, dove avremmo eventualmente indirizzato il ragazzo, proprio perché quando si tratta di giovani cerchiamo sempre di fare il possibile per abbreviare i tempi. Ma ci sono delle procedure da seguire ed è possibile che proprio per questo abbia visto passare avanti codici di gravità inferiore».

Luigi Spinosi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa