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Lucca

La lingua dei segni? A Lucca s’impara tra i banchi di scuola

Al comprensivo 6 si sperimenta un progetto innovativo L’istituto diventa bilingue: italiano e Lis si studiano assieme

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LUCCA. Dare vita ad un percorso sperimentale di bilinguismo Lis-Italiano e diventare un punto di riferimento per il territorio sul tema della sordità. È questo l'obiettivo del progetto "Bilinguismo e inclusione" che partirà con l'anno scolastico 2016/17 all'istituto comprensivo Lucca 6 con lo scopo di renderlo un vero e proprio polo sensoriale a misura di tutti.

«Otto anni fa si è iscritto da noi un alunno sordo segnante – spiega il dirigente Giovanni Testa – Da subito la famiglia si è impegnata per ottenere personale specializzato, ma le vere difficoltà sono arrivate con il passaggio alla scuola primaria e lo studio di varie discipline. La fortuna ha voluto che l'incarico di insegnante di sostegno venisse affidato a Michela Ciucci, docente specializzata nella sordità che lo ha seguito fino all'ultimo anno. Giunti però quasi alla fine del quinquennio, ci siamo chiesti come affrontare il salto alla scuola media».

Da qui l'idea fortemente voluta da Alfredo Di Gino Puccetti, padre dell'allievo e dalla professoressa Chiara Mighali, dall'associazione culturale "L’estuario no profit" e dall'Ens (ente nazionale sordi) di Lucca. Un progetto, quello che coinvolge 25 docenti, partito ieri con un corso di formazione di 30 ore finanziato dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca. «Un'iniziativa di estremo interesse – commenta il provveditore agli studi, Donatella Buonriposi – La lingua dei segni è una lingua a tutti gli effetti: questa proposta permetterà una migliore inclusione e accrescerà le competenze di tutti i bambini». Da settembre nella scuola, in affiancamento agli studenti sordi, saranno presenti figure specializzate come educatori sordi, assistenti alla comunicazione e docenti di sostegno segnanti e, nelle classi sperimentali, il curricolo didattico sarà arricchito dalla Lis come disciplina di studio. «Sarà il secondo caso in Italia di scuola bilingue dove l'italiano e la Lis saranno materie trattate allo stesso modo – dichiara Chiara Mighali – La Lis (lingua italiana dei segni) non verrà più circoscritta a studenti con disabilità, ma coinvolgerà tutti».

Alla sperimentazione, possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, aderiranno non solo le sezioni che presenteranno un allievo sordo, ma anche realtà come la scuola dell'infanzia dell’Arancio che il prossimo anno accoglierà un alunno sordo con sindrome di down e che, per garantire la totale inclusione del bambino ed incrementare l'offerta didattica, ha deciso di iscrivere tutte le classi ai laboratori Lis. «La capacità di un istituto di modificare se stesso per accogliere i ragazzi è la vera cifra di una scuola che diventa sempre più l'anima della società», conclude il vicesindaco Ilaria Vietina.

Flavia Barsotti

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