Il dolore
La disoccupazione? «Fuori controllo»
Fanucchi (centro per l’impiego): con l’Anpal un progetto per ogni lavoratore
LUCCA. Quello della disoccupazione «è un dato fuori controllo. I numeri sono in crescita ma non siamo in grado di sapere se un dipendente viene licenziato per un calo di lavoro o per motivi vari. Se viene licenziato per motivi disciplinari, per giusta causa, non ha diritto alla disoccupazione». Gianluca Fanucchi, direttore dell’ufficio provinciale del lavoro, conferma l’aumento del ricorso all’ammortizzatore sociale della disoccupazione. Ma annuncia anche che per quanti considerano la disoccupazione una condizione ovvia e normale e le escogitano tutte per beneficiarne, potrebbe essere finito il tempo di approfittarsi. «Orientativamente per giugno - spiega Fanucchi - aspettiamo il decreto che sancirà l’entrata in attività dell’Agenzia per l’Occupazione (Anpal), in base alle previsioni del Jobs Act».
L’agenzia avrà il compito essenziale di predisporre politiche per l’adeguamento del lavoro a formule in grado di trainare la collocazione, o ricollocazione, dei disoccupati, andando ad erogare parte dei servizi offerti dal ministero del Lavoro. Potrà essere più vicina alle richieste dei disoccupati ma anche ai doveri. «Prevederà - spiega infatti Fanucchi - che per ogni disoccupato si costruisca un progetto finalizzato alla ricollocazione. Dovrà presentarsi a scadenze ristrette all’ufficio del lavoro, dovrà selezionare offerte e fare colloqui. Se rifiuterà opportunità di lavoro, l’indennità di disoccupazione gli verrà sospesa».
Oggi, sottolinea il direttore dell’Ufficio del lavoro, «se un disoccupato rifiuta una proposta di lavoro scaturita da un’offerta del centro per l’impiego noi lo andiamo a interpellare e perde la disoccupazione. Ma se il rifiuto si verifica nel corso di una trattativa tra il disoccupato e un imprenditore privato noi non lo possiamo sapere. L’imprenditore che si è sentito rivolgere un rifiuto con la motivazione che accettando il contratto il disoccupato perderebbe il sussidio può comunque segnalarcelo. E scatta lo stesso iter: che noi contattiamo il dipendente e questo può perdere il sussidio. Se la segnalazione è generica il fatto può essere vero o presunto, ma non possiamo fare alcunché. Non credo ad ogni modo che il rifiuto di un contratto da parte di un disoccupato sia un dato macroscopico».
Fanucchi porta ad esempio alcune iniziative messe in atto facendo ricorso ai disoccupati. «A Capannori - sottolinea - alcuni lavoratori sono stati impiegati per lavori di pubblica utilità. L’Anpal darà indicazioni più precise su questo aspetto identificato come “condizionalità”, cioè l’utilizzo del lavoratore che usufruisce di un ammortizzatore sociale».
Le speranze, in sostanza, sono riposte nell’applicazione delle previsioni del Jobs Act. Per il lavoratore disoccupato, conclude Fanucchi, «verrà predisposto un piano per individuare politiche attive mirate per la ricerca di un nuovo lavoro». Dall’altra parte lo stesso verrà però più “controllato”. (b.a.)
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