Sicurezza
La scommessa di Andrea: «Nel mio bar i videopoker non entrano»
Il titolare del Teddy bar sulla Vecchia Pesciatina a San Vito ha detto "no" alle slot
LUCCA. La scommessa di Andrea parte dal cuore di San Vito, dal suo Teddy Bar - Trattoria della mi’ nonna sulla via Vecchia Pesciatina, dal suo convinto “no” alle slot machine.
Dopo anni trascorsi a lavorare nei locali di mezza Toscana, ha puntato tutto questa attività, sfidando il pregiudizio di chi considera San Vito un quartiere malfamato e poco sicuro.
Così ha rinnovato il locale, per anni in mano a un’altra gestione, respingendo gli “assalti” di chi, in quel nuovo bar, voleva convincerlo a tutti i costi che piazzare le slot sarebbe stata la scelta giusta, quella da fare per mettere al sicuro i conti e dire addio ai problemi economici.
Ma Andrea non ha voluto sentire ragioni: nel suo bar le slot machine non ci saranno mai. Punto. «Il vecchio titolare del bar - racconta Andrea, 37 anni, originario del Pistoiese - aveva tre slot machine. Quando sono subentrato io mi hanno chiesto se volessi tenerle ma ho detto subito che nel mio locale quelle macchinette infernali non ce le volevo. Così le ho fatte portare via anche se sapevo che tenendole i guadagni sarebbero stati superiori. Facendo una stima penso che con tre slot machine avrei potuto tranquillamente coprire le spese per l’affitto. Ma a quale prezzo?».
Secondo Andrea infatti, nulla paga di più che una clientela serena e tranquilla, che sceglie il bar Teddy perché soddisfatta del servizio che offre e non perché ci siano le macchinette. Con lui infatti lavora anche Alessio, il “re della cucina” che a pranzo e a cena mette in tavola le migliori ricette della tradizione enogastronomica lucchese.
«Ho preso questa decisione - aggiunge il titolare - perché ritengo che le slot machine sviliscano il locale. Preferisco che i clienti vengano da me perché sanno di trovare prodotti buoni, perché qui si possono fare due chiacchiere in tranquillità, prendere un aperitivo in un ambiente piacevole, mangiare dei buoni tordelli o un hamburger di carne locale, senza che nessuno crei dei problemi e devo dire che ora qualche riscontro cominciamo ad averlo. È questo che mi dà tanta soddisfazione».
Ma, stando a quanto racconta ancora il titolare del bar, anche dopo la rimozione delle slot, c’è chi ha provato di nuovo a persuaderlo affinché le rimettesse.
«Avevo pensato di aggiungere un servizio per i clienti, quello delle ricariche per i cellulari - spiega ancora Andrea - e quando sono venuti mi hanno nuovamente detto che mi conveniva prendere anche una slot così avrei avuto l’assistenza tecnica per i macchinari con più frequenza visto che sarebbero dovuti venire per le macchinette. Allora ho lasciato perdere tutto e non ho preso nemmeno le ricariche. Lo stesso vale per i Gratta e Vinci: mi sono opposto anche a quelli. Il gioco d’azzardo nel mio bar non entra, rovina le persone. La linea del locale è chiara: puntiamo sulla qualità e sull’ambiente familiare dando spazio alla clientela per bene, che ama la buona cucina».
Una scelta quindi dettata anche dalla necessità di “allontanare” un tipo di clientela poco rispettabile che comunque, spiega ancora Andrea, «c’è da tutte le parti non solo a San Vito». «Abbiamo aperto il bar da circa sei mesi - racconta poi - e finora non abbiamo mai avuto problemi. La nostra clientela va da 25 ai 50 anni e ora anche le donne e i bambini frequentano il bar, cosa che prima non succedeva. Il problema è che i lucchesi hanno il pregiudizio, ritengono San Vito un quartiere malfamato e pericoloso così magari mi dicono: “Se il locale fosse stato da un’altra parte sarei venuto da te a fare l’aperitivo ma lì ho paura”. Invece vorrei rassicurare tutti dicendo loro che San Vito non è il Brox. Nel quartiere ci sono tutti i servizi e non è tanto diverso dalle altre zone della città. In più i controlli sono aumentati ed è stato avviato un progetto di riqualificazione. Anche piazza Anfiteatro prima era considerato un posto poco sicuro e ora invece è cambiato tutto. È vero che si parla del centro storico ma non vedo perché lo stesso non possa essere possibile anche a San Vito. Io credo che qui le cose possano migliorare e noi ce la mettiamo tutta cercando di lavorare nel miglior modo possibile». Senza slot.
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