Italia
Dama e ping pong contro il gioco d’azzardo
Anche Lucca ha aderito allo Slotmob, l’iniziativa per promuovere un divertimento sano e positivo senza le macchinette
LUCCA. C’è anche Lucca fra le cinquanta città che hanno aderito allo Slotmob, l'iniziativa per dire “no” al gioco d'azzardo e promuovere un divertimento sano e positivo.
Un evento ospitato quest’anno dal bar Ninci di piazza Grande e culminato, dopo la colazione, con la pubblica consegna di una targa ai titolari del locale: un riconoscimento simbolico a uno degli esercizi fortemente contrari all'installazione di slot e vlt e alla vendita di gratta e vinci e biglietti della lotteria.
«Ci teniamo alla larga da tutto quello che crea dipendenza - hanno detto i titolari, Silvia e Gabriele Ninci - anche se può significare un minor volume d'affari». Una posizione sintetizzata in modo chiaro anche nello slogan della manifestazione “Un bar senza slot ha più spazio per le persone”.
«È importantissimo premiare chi resiste in questa lotta e proporre passatempi di cui nessuno può essere vittima - ha aggiunto l'assessore alle politiche sociali, Ilaria Vietina - Speriamo che diventi un modello da replicare sempre di più». A ricordare infatti, a grandi e piccini, come sia ancora possibile divertirsi in modo semplice, responsabile e non gravoso per il portafogli, sono stati i tanti “giochi di una volta”, dal ping pong ai dadi, dalla dama a forza quattro, posizionati sui tavolini del locale e a disposizione di tutti. Una vera e propria campagna di sensibilizzazione, quella promossa da una rete di associazioni lucchesi (tra cui Libera, Movimento dei Focolari, Azione Cattolica, Associazione Conpartecipo, Commissione Giustizia e Pace, Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro della diocesi, Ragazzi per l'Unità e Giovani per un Mondo Unito) e rivolta a tutta la cittadinanza, con lo scopo «di riappropriarsi della dimensione relazionale del gioco, invitando la comunità cittadina a sostenere gli esercizi che rinunciano ai guadagni facili pur di non contribuire a rovinare la vita degli altri».
Un incontro, quello di ieri al bar Ninci, che ha dato vita a un dibattito finalizzato a ottenere una legge che limiti e regolamenti il gioco d'azzardo nell'interesse dei cittadini.
«Vogliamo che venga rimesso in discussione in maniera democratica, aperta, informata e trasparente, l'affidamento del settore dell'azzardo alle società commerciali, in gran parte trasnazionali, che sono strutturalmente interessate a farne profitto». Una richiesta, questa, già inoltrata alla Camera il 12 aprile da una delegazione di Slotmob e che sta proseguendo attraverso l’appello rivolto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, contenuto nella lettera consegnata a tutti i partecipanti all’evento. Saranno loro, se vorranno farsi promotori della causa, a spedirla individualmente al Quirinale con lo scopo di far giungere quante più voci possibili all'attenzione del governo in merito a una piaga che, anche nella nostra città, continua ad affliggere e preoccupare. «Abbiamo portato avanti questa iniziativa anche sotto spinta dell’arcivescovo Castellani che ha conosciuto da vicino l'esperienza di tante famiglie andate in rovina - hanno spiegato dall'Associazione dei Focolari - Nel 2015 abbiamo organizzato un primo aperitivo Slotmob al Caffè Letterario e oggi abbiamo scelto un locale nel centro storico, nel cuore della città». Un problema su cui lo stesso monsignor Italo Castellani, si è detto molto sensibile, esprimendo la necessità di mobilitare e mettere in guardia tutto il territorio sulle conseguenze del gioco d'azzardo. «È una dipendenza che fa male alle tasche, ma anche al cuore e mina la dignità delle persone - ha concluso - Vogliamo che, né giovani né adulti, cadano più in questo tranello».
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