Il dolore
Caro chiesa, servono 2 milioni per completare il recupero
Danneggiata durante il terremoto del gennaio 2015, da allora è rimasta in parte inaccessibile Il costo dei lavori è salito di quasi un milione di euro. A Natale sarà riaperta un’ala per 300 fedeli
LUCCA. Importanti novità dalla riunione di venerdì indetta per fare il punto sullo stato dei lavori alla chiesa principale di Marlia. Tra le buone notizie la possibile riapertura di un’ala capace di ospitare 300 fedeli. Tra le brutte news, però, c’è il nodo dei conti: per completare la ristrutturazione servono 2 milioni e 200mila. Soldi che al momento non ci sono.
La pieve Maria Assunta e San Giovanni di Santa Evangelista aveva subito danni nell'evento sismico del 25 gennaio 2013. Per un periodo fu chiusa e successivamente venne riaperta ma con una capienza limitata: 200 posti. La causa erano le lesioni alle volte costituenti la navata principale, alla cupola, ai cornicioni longitudinali e le fessurazioni diffuse alle varie membrature costituenti le murature portanti del complesso religioso. «Ferite murarie" che in parte sono già state ristrutturate», hanno evidenziato ai presenti all’assemblea (una trentina di persone) Amedeo e Diego Romanini, gli ingegneri responsabili del progetto e dei lavori del restauro della chiesa marliese. Sono stati completati alcuni lavori, con rinforzi in fibra di carbonio all'arcata della navata e la risistemazioni completa del tetto di circa 500 metri con due lucernai creati appositamente per le eventuali ispezioni. Il prossimo mercoledì verrà comunque effettuato un controllo con le campane in funzione, per verificare se le oscillazioni ed il suono possono avere riflessi sulla struttura della navata.
Per il futuro immediato i lavori riguarderanno la cupola e altre parti lese della chiesa. Le tempistiche delle lavorazioni sono legate all'effettivo flusso di cassa. Proprio di questo, ovvero del lato economico dei lavori, ha parlato l'ingegnere Tiziano Suffredini, incaricato dalla Curia di far quadrare i conti. E qui ecco la sorpresa dell'incontro. Il costo globale per il restauro e il risanamento conservativo è salito da 1 milione e 350mila euro a 2milioni e 200mila euro. Questo perché si andranno a toccare moltre altre voci rispetto a quanto previsto inizialmente. Si passerà quindi da un obiettivo iniziale che prevedeva la realizzazione di tutte le opere di riparazione e miglioramento strutturale a uno che vedrà la realizzazione delle opere di riparazione per stralci. Il primo risultato atteso sarà il completamento dell'intervento di risanamento strutturale e recupero pittorico, con riduzione del cantiere nelle zone della navata e della cupola, in modo da restituire alla sua funzione questa parte della chiesa, che è in grado di accogliere circa 300 fedeli. Tutto ciò avverrà per Natale 2016.
Inoltre le rimanenti zone (abside, bracci del transetto) saranno completate con tempi legati al reperimento delle risorse. Per il 2016 dalla Conferenza Episcopale Italiana è previsto un finanziamento di 150mila euro; dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca arriveranno altri 150mila euro. Per il 2017, invece, ci sarà la necessità di chiedere un mutuo per un importo massimo di 600mila euro. Tutto questo, assieme alle varie offerte pervenute e ai risultati delle raccolte porta il totale a 1milione e 800mila euro: mancano altri 400mila euro per raggiungere la somma necessaria a completare il recupero.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
