Sicurezza
Tramonta l’idea del semaforo a Pontetetto
LUCCA. L’installazione del semaforo in viale San Concordio all'intersezione con via del Giardino, non si farà. Lo ha assicurato giovedì sera l'assessore con delega al traffico e alla sicurezza...
LUCCA. L’installazione del semaforo in viale San Concordio all'intersezione con via del Giardino, non si farà. Lo ha assicurato giovedì sera l'assessore con delega al traffico e alla sicurezza stradale, Celestino Marchini, dopo aver ascoltato le perplessità dei commercianti della zona e di una parte dei cittadini nel corso di una riunione indetta dal Comitato di Pontetetto. Un'occasione persa, secondo l'assessore, che avrebbe consentito di segmentare il traffico consistente di viale San Concordio e di trarne giovamento in termini di sicurezza.
«Quando sono stato nominato, per questo tema si trattava solo di chiudere un iter - ha spiegato Marchini -. Dopo l'incontro con il Comitato, favorevole ad una simile soluzione, credendo che rappresentasse l'opinione unanime di chi vive questo tratto, sono andato avanti. Nel corso della gara di appalto sono però arrivate sulla mia scrivania cinquecento firme che esprimevano contrarietà». Una raccolta che lo ha indotto a fermarsi per capire meglio la situazione. «Il semaforo ormai è stato acquistato, ma di fronte a questa posizione largamente condivisa, faccio un passo indietro: ne beneficeranno ad Antraccoli».
L'installazione del dispositivo all'intersezione con via del Giardino avrebbe infatti dovuto funzionare da dissuasore del traffico: un problema dovuto soprattutto al transito dei mezzi pesanti e ampiamente discusso e denunciato durante l'assemblea. Da qui la diffusa preoccupazione dei commercianti sull'impatto che la riduzione del passaggio dei veicoli avrebbe potuto avere sulle attività dirottando altrove possibili clienti. «Non sarebbe stato un semaforo normale, ma di quelli con la cellula sotto asfalto - ha sottolineato Marchini -. Il rosso su viale San Concordio sarebbe scattato solo di fronte all'effettiva presenza di un pedone».
Accantonata questa ipotesi, qualcuno ha poi avanzato un elenco di richieste: dalla maggior presenza dei vigili urbani, alle colonnine di controllo della velocità, fino all'attenzione per la cartellonistica e per le buche. Una serie di situazioni su cui l'assessore ha preso nota impegnandosi a verificarne alcune e spiegando l'impossibilità di procedere per altre. «Per le colonnine non ci sono risorse. Ho iniziato con la cartellonistica di controllo elettronico della velocità su undici strade indicate dalle forze dell'ordine come le più pericolose. Viale San Concordio non rientra fra queste anche se, con il tempo, cercheremo di aggiungerne di nuove. Per quanto riguarda i vigili, invece, disponiamo soltanto di una pattuglia dentro le mura e di una fuori. Attualmente mancano circa 10-15 persone e non abbiamo la possibilità di assumerne altre per il patto di stabilità. Non riusciamo ad assicurare un controllo assiduo se non, al massimo, con un passaggio una volta ogni due mesi». Per ragioni di spazio, Marchini ha scosso la testa anche di fronte all'idea di una rotatoria in via del Giardino per favorire l'immissione in viale San Concordio dalle strade laterali, così come ha dichiarato l'impossibilità di collocare attraversamenti pedonali rialzati.
Nemmeno l'ipotesi avanzata da un cittadino di mettere l'intero viale San Concordio a senso unico, potrà essere portata avanti: il tratto è troppo lungo e la mole di traffico esageratamente consistente. Sui tombini che, ad ogni passaggio producono molto rumore, l'assessore ha assicurato che comunicherà il problema all'ufficio competente, così come per le buche e per i cartelli che limitano la velocità, secondo alcuni insufficienti.
Flavia Barsotti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google