Il Tirreno

Lucca

«Le Fondazioni facciano di più per Bml»

«Le Fondazioni facciano di più per Bml»

Lettera aperta dei dipendenti ad Arturo Lattanzi: «Spiace sapere che non ripeterebbe l’investimento del 2012»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Non un disimpegno, ma una partecipazione più attiva della Fondazione Cassa di Risparmio al futuro del Banco del Monte. È quanto chiedono, in una lettera aperta indirizzata la presidente della Fondazione CrL i dipendenti dell’istituto di credito. Che partono da una frase pronunciata qualche tempo fa da Lattanzi sull’investimento del 2012 che «alla luce di quanto avvenuto in questi anni non verrebbe ripetuto».

Parole che non vanno giù ai dipendenti: «Riteniamo - scrivono - che “quanto avvenuto in questi anni” si riferisca probabilmente alla crisi economica che per il nostro Paese sembra non avere fine. Nel comparto del credito, la manifesta insufficienza da parte del management delle necessarie competenze per affrontare gli effetti della crisi ed anche a prevederne durata ed intensità, l’imposizione eccessivamente rigida delle normative da parte delle autorità monetarie e di vigilanza, la caduta della redditività e,soprattutto, l’aumento vertiginoso dei crediti deteriorati e delle sofferenze». Proprio qui, dicono i dipendenti, sta il nodo: «I risultati economici negativi della Banca del Monte sono da attribuire essenzialmente all’appostamento di ingenti accantonamenti proprio per far fronte a crediti concessi ad attività economiche e famiglie sul nostro territorio e che, come conseguenza della crisi economica, potranno difficilmente o non saranno restituiti. Finanziamenti sui quali, comunque, il territorio in questi anni difficili ha potuto contare. Spiace, dunque, apprendere che l'investimento intrapreso nel 2012, poiché non ha dato i risultati sperati, oggi non verrebbe operato. Per i dipendenti della Banca del Monte, che ogni giorno profondono impegno e passione per offrire un servizio all'altezza della storia dell'Istituto. Per la città, che ha già perso l'identità di un altro Istituto di emanazione cittadina, la Cassa di Risparmio, con negative conseguenze in termini di occupazione e presidio finanziario delle esigenze del territorio. Per le istituzioni, che si sono spese a più livelli per preservare una canca che dal 1489 intreccia il proprio destino a quello della comunità lucchese e non solo. Per chi, da semplice cittadino, si chiede quale sia il ruolo di una Fondazione che partecipa al capitale di una Banca».

Secondo i lavoratori, se sono meritori gli interventi della Fondazione «altrettanto riteniamo possa dirsi del sostegno alla sopravvivenza dell'Istituto di credito più antico della città e che è uno dei più antichi in assoluto. Istituto che da sempre opera quasi esclusivamente nel nostro territorio e per il nostro territorio. Concordiamo con l'auspicio da Lei espresso: “ciò che più interessa è che a Lucca ci sia una Banca che funzioni”. Forse, però, con il massimo rispetto per l’autonomia di decisione delle Fondazioni, la soluzione potrebbe essere, anziché un disimpegno, una loro partecipazione più attiva di quanto avvenuto finora nelle scelte della capogruppo Carige, spesso negative per la Banca del Monte e che rischiano di trasformarla in una scatola vuota. Forse non è tardi per proporre un nuovo ruolo per la Banca del Monte di Lucca, anche all'interno del Gruppo Carige, magari puntando sulla vocazione all'ascolto del territorio, focalizzando l'operatività su servizi di consulenza che valorizzino la professionalità del personale, creando sinergie con gli altri attori del tessuto economico cittadino. Riteniamo che molto si potrebbe fare per costruire un futuro alla Banca, nell'interesse della collettività lucchese, magari proprio su iniziativa delle due Fondazioni cittadine».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa