Il Tirreno

Lucca

L’uomo privato del rene vuole chiedere la grazia a Mattarella

di Gianni Parrini
L’uomo privato del rene vuole chiedere la grazia a Mattarella

Guido Dal Porto deve scontare una condanna per bancarotta. Il fine pena è datato 2019 a meno che il Presidente non intervenga

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «Ottima idea». Guido Dal Porto, il 56enne di San Ginese a cui per errore è stato asportato il rene sbagliato, ormai non sa più cosa aspettarsi dalla vita. Quando il suo legale gli ha prospettato l’ipotesi di chiedere la grazia al Presidente della Repubblica, il piccolo imprenditore ha sorriso e ha risposto con queste due parole: un misto di speranza mista a disincanto.

Dal Porto è agli arresti domiciliari: deve scontare una condanna a tre anni e tre mesi per bancarotta. Dopo aver trascorso un periodo di detenzione nel carcere di San Giorgio, lo scorso 12 aprile è uscito di prigione. Il magistrato di sorveglianza ha concesso gli arresti domiciliari per dargli la possibilità di farsi operare all’ospedale San Luca. Il resto della storia è cosa nota: i medici del presidio lucchese avrebbero dovuto asportargli il rene sinistro, attaccato da un tumore. Ma a causa di una lunga serie di errori, il 14 aprile Dal Porto è uscito dalla sala operatoria senza l’organo sano, quello destro.

Un clamoroso caso di malasanità che sta suscitando scalpore in tutta Italia, tant’è che il ministro Lorenzin ha annunciato di aver inviato a Lucca gli ispettori. Che giusto ieri hanno avuto un primo contatto con i vertici dell’azienda sanitaria. Nel frattempo si è mossa la procura: su richiesta del pm Elena Leone, ieri mattina i carabinieri della compagnia di Lucca, coadiuvati dai Nas di Livorno, hanno sequestrato tutte le cartelle cliniche dell’uomo, sia in carcere sia al San Luca. Non solo: tra i referti chiesti dalla procura c’è anche il rene sano asportato al paziente e finora conservato nel reparto di anatomia patologica. Potrà essere utile alle indagini e alle valutazioni che verranno effettuate dai due consulenti nominati dalla procura, un medico legale e un urologo esperto in tumori. I nomi, però, non sono ancora noti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.13392480:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/lucca/cronaca/2016/04/30/news/gli-asportano-il-rene-sbagliato-io-ho-pagato-con-la-galera-e-i-medici-1.13392480]]

Nell’attesa che la macchina della giustizia faccia chiarezza sull’accaduto, Dal Porto si ritrova con un rene solo e per di più colpito da tumore: dovrà essere operato e poi subire un trapianto. Ammesso che venga trovato un donatore. Una vicenda sanitaria assai dolorosa che va ad aggiungersi a una ancor più triste storia giudiziaria. Accusato di bancarotta per il crac dell’impresa edile-artigianale in società con un conoscente, avrebbe potuto patteggiare la pena a 18 mesi per evitare il carcere come fece l’ex socio: «A fregarmi è stato il mio orgoglio. - raccontava qualche giorno fa - Ero convinto della mia innocenza e ho preferito affrontare il processo. Pensi che il pm aveva chiesto l’assoluzione. Invece i giudici mi hanno condannato a tre anni e tre mesi in primo grado con conferma in Appello e il 22 settembre in Cassazione. Tre mesi dopo per me si sono aperte le porte del carcere». Il suo fine pena è datato 21 marzo 2019.

A meno che l’idea di presentare domanda di grazia al Presidente della Repubblica abbia i requisiti per trasformarsi in realtà. L’avvocato Veronica Nelli c’ha fatto un pensiero nell’interesse del suo assistito e ora sta valutando se sussistono i presupposti. Il ragionamento, sul piano morale, non fa una piega: la sanità pubblica ha fatto il danno e il capo dello Stato potrebbe contribuire al risarcimento. Si vedrà.

«Stiamo vagliando anche questa ipotesi – spiega l’avvocato Nelli – La domanda va presentata al magistrato di sorveglianza di Pisa, che una volta acquisiti tutti gli elementi sul caso, la trasmette al ministro della Giustizia con il proprio parere motivato. Sta poi al titolare del dicastero girare la richiesta al Capo dello Stato, che a quel punto valuta se concedere il provvedimento di clemenza. Credo che nel caso di Dal Porto vista la sua condizione di salute e anche la sua vicenda giudiziaria potrebbero esservi i presupposti per avanzare la richiesta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore