L’Asl sospende l’urologo la radiologa in ferie forzate
LUCCA. Sospeso l’urologo, la radiologa per il momento resta in ferie forzate. È questo l’unico provvedimento preso dall’ufficio disciplinare dell’Asl Toscana nord ovest che si è riunito ieri per...
LUCCA. Sospeso l’urologo, la radiologa per il momento resta in ferie forzate. È questo l’unico provvedimento preso dall’ufficio disciplinare dell’Asl Toscana nord ovest che si è riunito ieri per valutare la posizione di Stefano Torcigliani (urologo) e Claudia Gianni (radiologa) a seguito dei fatti che hanno portato all’ asportazione di un rene non malato a Guido Dal Porto, il paziente sottoposto a nefrectomia lo scorso 14 aprile.
La disciplinare ha stabilito di avviare il procedimento nei confronti dei due medici contestando loro gravi mancanze e riservandosi l'adozione dei provvedimenti dopo l’audizione degli interessati (entro 20 giorni) e l’accertamento delle responsabilità. Provvedimenti che possono andare dal semplice richiamo fino al licenziamento.
Per ora l'azienda ha deciso di sospendere dal servizio in via cautelativa solo l’urologo. Il motivo è semplice: si dovranno fare alcuni approfondimenti sui fatti oggetto e la sua presenza in reparto potrebbe “inquinare le prove”. Nessuna sospensione, invece, per la dottoressa Claudia Gianni, il medico radiologo la cui tipologia di errore (inversione del lato destro con il lato sinistro nell’attribuzione della sospetta patologia del rene) è già di per sé evidente. Paradossalmente la radiologa potrebbe tornare in servizio già oggi, ma del resto la disciplinare ha le mani legate: può sospendere in via cautelativa solo nei casi previsti dal contratto collettivo nazionale dei medici. E non essendoci necessità di ulteriori indagini non è questo il caso.
Sui provvedimenti che verranno presi nei confronti di Torcigliani e Gianni peserà anche la relazione della commissione tecnica nominata dal direttore sanitario Mauro Maccari: quest’ultimo organo (ben diverso dall’ufficio disciplinare) non dovrà attribuire responsabilità personali, ma ricostruire l’esatta dinamica dei fatti per denunciare eventuali falle della procedura.
Gianni Parrini
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