Attenzione
Rifiuta il lavoro da cameriere: «Meglio il sussidio di disoccupazione»
Lucca, ristoratore infuriato: «Difficile trovare chi ha voglia di lavorare. È il quarto rifiuto che ricevo»
LUCCA. «Il contratto? No, grazie. Perderei la disoccupazione». Se lo è sentito dire un ristoratore lucchese, Samuele Cosentino, offrendo un contratto da apprendista cameriere a un giovane poco più che ventenne, attualmente beneficiario dell’indennità di disoccupazione. Stipendio di circa novecento euro quello previsto per un cameriere in regime di apprendistato: il giovane ha rifiutato perché l’assegno di disoccupazione che percepisce e percepirà ancora per alcuni mesi è quasi pari alla paga prospettata.
Cosentino, titolare del ristorante Gli orti di via Elisa, si è indignato, non tanto per il rifiuto quanto per le motivazioni addotte. Si è arrabbiato e ha espresso la sua indignazione sul suo profilo Facebook, sollevando una sequela di commenti. «Il fatto è - spiega, interpellato, il ristoratore - che nel nostro settore situazioni del genere sono sempre più frequenti, succedono molto spesso e questa è solo l’ultima che mi è capitata. La legge è fatta alla rovescia: la disoccupazione è un sostegno che deve servire a coprire un periodo di difficoltà, la ritengo giusta ad esempio per un lavoratore di 55 anni che viene licenziato e non riesce a ritrovare un posto. Ma per i giovani funziona praticamente all’inverso. L’ultima moda per tanti è trovare un posto di lavoro per poco tempo, quello necessario a garantire un periodo di disoccupazione. Alcuni ne fanno di tutte a un certo punto pur di essere licenziati. Credo che si debba fare una riflessione: finisce che per i furbetti ci rimettono quelli che hanno bisogno davvero. Con la rabbia dei cittadini onesti che pagano le tasse, che poi servono a pagare la disoccupazione di chi la usa perché ha poca voglia di lavorare. Ormai ci sono abituato: è almeno il quarto rifiuto che mi vedo rivolgere sempre per la stessa ragione: se vengo assunto perdo la disoccupazione». «Di qui in avanti - continua - starò più attento nel selezionare le persone per il mio locale».
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Ad ogni modo, il posto di cameriere continua ad essere vacante e il ristoratore ha intenzione di coprirlo. Quali requisiti sta cercando? «Cerco - spiega - una persona che conosca almeno una lingua, l’inglese, meglio ancora se una seconda o più. Se ha esperienze di lavoro precedenti come cameriere tanto meglio, ma non è fondamentale: l’essenziale sono le lingue. Per la parte restante possiamo provvedere noi alla formazione».
Cosentino conferma che le possibilità rimangono aperte sia per i giovani da assumere come apprendisti ma anche per persone più adulte. «È difficile - conclude il ristoratore - trovare persone che abbiano voglia di lavorare. Il lavoro c’è».
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