La manifestazione
Un “gestore” per la crisi di Terra Uomini Ambiente
Si cerca di sbloccare la procedura di sovraindebitamento della cooperativa per poi puntare sui bandi finanziati dalla Regione. Addio all’attività edilizia
CASTELNUOVO. Un gestore, una sorta di “tutor” fallimentare per la Cooperativa Terra Uomini Ambiente di Castelnuovo. Prosegue l’iter per tentare il salvataggio della Coop con la procedura di sovraindebitamento e la speranza che ci siano possibilità di rilancio dai bandi del Piano di sviluppo rurale della Regione e dal Piano di intervento per la difesa del suolo. La procedura avviata dall’azienda ha creato una situazione di impasse anche perché le coop forestali non rientrano nelle consuete procedure fallimentari.
Il nodo, che comunque dovrebbe essere sciolto entro la fine di questa settimana, è stato tra gli argomenti discussi nel corso dell’incontro svoltosi nel tardo pomeriggio di lunedì a Castelnuovo nella sede dell’Unione dei Comuni della Garfagnana presieduta da Paolo Fantoni. Alla riunione, convocata dall’amministrazione provinciale, erano presenti il presidente della Provincia Luca Menesini insieme con i consiglieri provinciali Mario Puppa e Nicola Boggi, il presidente della coop “Terra Uomini e Ambiente” Nazzareno Belleggia, i parlamentari Andrea Marcucci e Raffaella Mariani, l’assessore regionale alle politiche agricole Marco Remaschi, la consigliera regionale Ilaria Giovannetti, Giovanni Alberigi dell’ufficio del lavoro della Regione, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali. È stato il presidente della Coop, Belleggia, ad aggiornare i rappresentanti istituzionali sull’attuale situazione per la quale, dopo la presentazione del Piano di salvataggio, approvato all’unanimità dai soci, per il rilancio dell’azienda in crisi finanziari e di mercato da alcuni mesi, si apre ora una fase cruciale sia sul fronte economico che su quello occupazionale. Ad occuparsi dell’aspetto economico sarà un pool di commercialisti che formano l’Occ, ossia l’Organismo di Composizione della Crisi.
Per il lato occupazionale, 125 i soci attuali con contratto a tempo indeterminato dopo alcune dimissioni volontarie, l’obiettivo è di ripartire nella fase iniziale con 100 lavoratori a tempo indeterminato tra operai forestali e impiegati, abbandonando quindi il settore edile in profonda crisi a livello nazionale da alcuni anni. L’obiettivo, infatti, superate le pendenze debitorie, è quello di rilanciare la coop puntando sull’attività agricolo-forestale, sulla bioingegneria e sulla prevenzione idrogeologica con un’azienda più snella, ridimensionata nel budget e nella struttura operativa. La cooperativa opera nelle province di Lucca, Livorno, Pisa e Pistoia e, in passato, ha avuto commesse anche all’Isola d’Elba e in Liguria ed è un “polmone” occupazionale importante per la Valle del Serchio. Un aiuto concreto dovrebbe arrivare dalla prossima emanazione dei bandi per le gare di appalto finanziate grazie al Piano di sviluppo rurale della Regione Toscana: circa 50 milioni di euro di lavori di cui una grossa fetta prevista per le province di Lucca e Massa Carrara. Altre opportunità di lavoro saranno messe in campo grazie al Piano di intervento per la difesa del suolo che l’ente regionale ha deciso di finanziare con 40 milioni di euro annui a cui si aggiungeranno altrettante risorse statali. Rimane forte la preoccupazione delle organizzazioni sindacali. Il ridimensionamento della Coop si affianca da altre crisi aziendali del territorio (Consorzio Etruria, Cavani, Cipriano costruzioni e più recentemente anche KME).
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