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Rapina al Carrefour «Lavorare di notte è più rischioso»

LUCCA. «Le aperture fino alle 24 espongono clientela e dipendenti a situazioni di maggior pericolo rispetto all'orario diurno». A dirlo, in riferimento alla rapina avvenuta sabato sera, poco dopo le...

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LUCCA. «Le aperture fino alle 24 espongono clientela e dipendenti a situazioni di maggior pericolo rispetto all'orario diurno».

A dirlo, in riferimento alla rapina avvenuta sabato sera, poco dopo le 22, al supermercato Carrefour, è il segretario generale della Filcams Cgil di Lucca, Valentina Gullà che sottolinea la gravità dell’episodio nato come un furto e sfociato poi in qualcosa di più molto più pericoloso quando l’uomo, un extracomunitario di 44 anni, ha minacciato col collo di una bottiglia di vino rotta il vicedirettore e alcuni dipendenti in servizio. L’uomo, che è riuscito a portare via in tutto dieci euro: un importo che di per sé non avrebbe avuto conseguenze penali che invece ci sono state proprio in virtù dell’aggressione al vicedirettore. Ieri il gip Giuseppe Pezzuti ha convalidato l’arresto e lo ha rimesso in libertà.

«Come più volte abbiamo sottolineato e contestato, le aperture fino alle 24, e in alcuni periodi dell'anno anche 24 ore su 24, decise dall'azienda Carrefour non soltanto non portano all'incremento di fatturato tanto auspicato - scrive Valentina Gullà in una nota - ma espongono clientela e dipendenti a situazioni di maggior pericolo rispetto all'orario diurno, se consideriamo anche la collocazione periferica del punto vendita. Inoltre il servizio che l'azienda pensa di offrire estendendo gli orari di apertura, che le è consentito dalle liberalizzazioni selvagge decretate dal governo Monti, non genera nemmeno nuova occupazione se pensiamo al fatto che in quegli orari così come per le domeniche e i festivi viene prevalentemente impiegato personale interinale, privo di tutele e diritti se non quello di essere chiamato nel momento del bisogno».

Il segretario generale della Filcams Cgil di Lucca chiede dunque che l’azienda rimetta in discussione le proprie decisioni e che riconsideri i propri orari di apertura.

«Sono frutto di una logica del profitto che non si cura di generare buona occupazione - conclude Valentina Gullà - e che espone anche a rischi di elevata gravità chi già per poco presta la propria attività in quegli orari».

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