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Lucca

Il robivecchi e la targa di Tobino

Il robivecchi e la targa di Tobino

L’avventuroso racconto del ritrovamento del pannello che lo scrittore teneva fuori dal suo studio

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LUCCA. Ricordare e mettere bene in luce la figura di Mario Tobino anche alle nuove generazioni. Una speranza che nasce dal profondo del cuore del dottor Stefano Daniele Giorgi e che dovrebbe diventare un compito ed un onore sempre vivo nel tempo per l'intera città. Il dottor Giorgi, ora in pensione, ha dedicato la sua vita alla professione di medico e di psichiatra. Nato nel 1958, dopo essersi laureato nel 1985 e specializzato nel 1990 all'Università di Pisa, è stato guidato da sempre dalla grande figura del celebre collega e scrittore che ha conosciuto ed ha avuto in diverse occasioni modo di incontrare di persona.

Vicino alla sua abitazione a Farneta, vi è ancora oggi su un borgo in posizione elevata l'ex manicomio di Maggiano, dove Tobino ha svolto per anni la sua professione e da cui, dopo la legge Basaglia, l'avvento degli psicofarmaci e l'apertura dei manicomi si è battuto affinché ogni malato mentale, non fosse lasciato mai solo. Lo scorso 17 dicembre il dottor Giorgi ha consegnato nelle mani del presidente dell'Ordine dei medici di Lucca Umberto Quiriconi la targa originale che Tobino teneva fuori dal proprio ambulatoio, con la scritta "Dottor Mario Tobino. Medico chirurgo specializzato nella clinica neurologica di Bologna". Targa che nella mattina di sabato 30 aprile ha trovato adeguata ubicazione nella sala dei congressi dell'Ordine con un quadro anch'esso donato per l'occasione, raffigurante appunto Tobino.

Il dottor Giorgi ricostruisce come sia riuscito a venirne in possesso: «Alcuni anni fa, facendo tutti i giorni l'ambulatorio di medico di famiglia a San Cassiano a Vico, avevo preso l'abitudine di andare, prima o dopo l'orario di ambulatorio, in un magazzino di robivecchi, dove cercavo cose di modernariato e fumetti, di cui faccio collezione. -Ricordo il mio stupore il giorno che vi trovai la targa. Capii subito si trattava di una targa in bronzo del dottor Mario Tobino». E sempre sul ritrovamento della targa aggiunge: «In quel momento mi preoccupai soltanto di riuscire a comprarla, con lo scopo di “metterla al sicuro“. All'epoca ero segretario dell'Ordine dei Medici, e la prima idea che mi venne appena la vidi fu che il posto migliore dove poteva stare era proprio presso la sede dell'Ordine dei Medici di Lucca. Ricordo lo accennai al presidente di quegli anni, Beppe Sciortino, poi, come a volte succede nella vita, me la dimenticai in soffitta, dove è saltata fuori due anni fa ad inizio anno, trovata da mia sorella quando metteva a posto lo scatolone con tutte le cose per l'albero di Natale e il presepe».

Proprio in quel momento, prende l'importante decisione: «Mi è tornata in mente l'idea di tanti anni prima. Ho contattato l'attuale presidente dell'Ordine dei Medici, il dottor Umberto Quiriconi, che veramente ha preso a cuore l'evento e al quale la città tutta deve un ringraziamento per la perfetta realizzazione della cerimonia di sabato 30 aprile. Il dottor Quiriconi infatti - evidenzia ha contattato a sua volta la nipote di Tobino, la signora Isabella Tobino, che ha espresso subito il suo apprezzamento per il fatto che questo ricordo di una così grande persona che molto ha dato alla comunità nazionale e ai medici e ai cittadini di Lucca e Viareggio, dove Tobino è nato, come poeta, scrittore e soprattutto come medico, fosse messo nella sede dell'Ordine dei Medici, che - sottolinea -è un pò la Casa dei Medici, a disposizione di tutti i cittadini, per mantenere vivo e trasmetterne a tutti il ricordo unito alla sua umanità». Il dono fatto alla città acquisisce un significato unico: «Questa donazione consentirà futura memoria del celebre medico lucchese, rimanendo nella casa comune dei medici di Lucca e darà a tutta la cittadinanza la possibilità di poterla vedere ogni volta che lo vorrà durante il normale orario di apertura dell'Ordine (lunedì, mercoledì e venerdì 9-13; martedì e giovedì 9-16)».

Il dottor Giorgi aggiunge infine una considerazione importante: «Mario Tobino aveva il dono di riuscire a far sentire le tante persone che incontrava, anche le più semplici, a loro agio mentre parlavano con lui, come riescono a fare solo i grandi. Una persona vera dai valori più genuini. Fu veramente libero. Credo che questo sia il ricordo migliore che possiamo avere di lui».

Gregorio Andreini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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