Il Tirreno

Lucca

Gli Assi viari restano fermi all’Anas

di Luca Cinotti
Gli Assi viari restano fermi all’Anas

Slitta il finanziamento al Cipe. Tambellini: «Abbiamo avuto rassicurazioni». Baccelli: «Chiederò un incontro al Governo»

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LUCCA. Linee telefoniche roventi fra Lucca e Palazzo Chigi. Al centro delle conversazioni un solo argomento: gli Assi viari. O, per essere più precisi, il finanziamento delle nuove opere. Quello che si attende ormai da mesi a opera del Cipe e che invece è slittato anche nella riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica del 1° maggio. A quanto si apprende - infatti - l’organismo che deve liquidare lo stanziamento di 61 milioni a carico dello Stato sta ancora attendendo il progetto definitivo ad opera dell’Anas.

Uno dei primi a muoversi, per ottenere risposte, è stato il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini. Che - nel tardo pomeriggio di ieri - spiega di «aver contattato il Governo» e di averne ricevuto «buone assicurazioni: il Cipe sta aspettando il progetto definitivo, sul quale sta lavorando l’Anas. Per questo al momento non ci sentiamo preoccupati».

L’esito del Cipe del Primo maggio, in realtà, più di un dubbio l’aveva sollevato. Perché, oltre agli annunciati provvedimenti sulla cultura, in realtà al tavolo del comitato erano arrivati, per essere licenziati, anche alcuni progetti infrastrutturali. Ma non gli Assi viari, approvati (con prescrizioni) a fine gennaio dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. La cosa era stata notata - fra gli altri - da Legambiente Lucca (da sempre contraria al progetto) sul proprio profilo Facebook. E Alberto Pellicci, di Sinistra Italiana Lucca, si chiedeva: «Adesso che il Cipe ha sancito de facto che il progetto cosiddetto del “Sistema Tangenziale Est di Lucca” (a quanto pare non molto credibile) non è fra le opere da finanziare in via prioritaria, non è il caso di pensare a nuove forme di mobilità? Dopo un quindicennio di rinvii e false partenze, questo progetto nato vecchio e oramai abbondantemente superato dev'essere definitivamente archiviato».

Su sponda senz’altro diversa, il consigliere regionale ed ex presidente della Provincia Stefano Baccelli (che molto si è speso su questo progetto) si dichiarava comunque «stupito» da quanto avvenuto in sede Cipe. Annunciando poi che a breve chiederà «un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti per capire i tempi».

Tempi che ormai si sono allungati a dismisura e che non sono certo “rispettosi” del cronoprogramma stilato da Anas , che prevedeva di svolgere le procedure di gara fra gennaio e agosto dell’anno in corso. Invece, proprio Anas sta lavorando al definitivo, probabilmente per recepire le indicazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che aveva chiesto, fra l’altro, un nuovo piano di rilievo del traffico e l’eliminazione dal progetto del tunnel sotto l’Acquedotto del Nottolini.

Il via libera del Cipe vale circa 61 milioni: la cifra che gli accordi mettono in capo allo Stato. Per realizzare il primo lotto (che prevede essenzialmente l’asse Nord-Sud, l’adeguamento della rotonda di Antraccoli e il collegamento in direzione dell’ospedale San Luca) si prevede però che servano altri 17 milioni, che dovranno essere messi a disposizione dalla Regione Toscana. Soldi che Firenze, tuttavia, non potrà stanziare in una sola volta, visto che il budget per le infrastrutture è piuttosto risicato. Per questo, spiega ancora il consigliere Stefano Baccelli, «sono stati inseriti due milioni all’interno del bilancio regionale del 2016, che serviranno per pagare la progettazione definitiva, che si immagina di concludere entro la fine di questo anno». Dei restanti quindici milioni se ne potrà parlare solo dal 2017 in poi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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