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Compostaggio, Capannori non rinuncia all’impianto

Compostaggio, Capannori non rinuncia all’impianto

CAPANNORI. L'impianto di compostaggio resta un obiettivo per Capannori. Da anni si discute con toni accesi sulla necessità di un impianto pubblico, ancora previsto dall'attuale piano...

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CAPANNORI. L'impianto di compostaggio resta un obiettivo per Capannori. Da anni si discute con toni accesi sulla necessità di un impianto pubblico, ancora previsto dall'attuale piano interprovinciale di Ato Costa, per chiudere il ciclo dei rifiuti.

Intanto però a tenere banco è il biocarbonizzatore che la Creo dell'imprenditore lucchese Luca Gelli ha chiesto di realizzare nell'area di Salanetti. Una vicenda che ha suscitato un polverone e in attesa del parere della Regione si registrano i dubbi espressi dalla Provincia. In un documento inviato lo scorso 13 febbraio, attraverso il Suap di Capannori, alla Creo, l'ente di palazzo Ducale ha evidenziato alcune criticità.Tra queste la fragilità idraulica della zona e la richiesta di un'analisi delle alternative di strategia, un esame delle componenti ambientali del sito con riferimento al rischio idrogeologico ed un quadro riassuntivo delle emissioni e delle eventuali ricadute sull'impatto atmosferico in un'area interessata dai piani comunali per ridurre lo smog. Alla ditta sono stati richieste una serie di integrazioni per fare chiarezza.

Per il sindaco di Capannori, Luca Menesini, i punti critici sono di sapere quali materiali entrano, il livello delle emissioni e il materiale finale prodotto. Anche Arpat ha evidenziato perplessità nelle sue osservazoni. Nel contributo redatto dall'agenza regionale di protezione ambientale si esprimono dubbi già stati evidenziati nel progetto originario del 2014. L'unica variazione nell'attuale progetto, secondo Arpat, consiste nell'eliminazione di alcune tipologie di rifiuti in ingresso, in particolare fanghi derivanti da lavorazione di filiera agro-alimentare e industriale, ma che non «risolve le criticità evidenziate per il progetto precedentemente presentato dalla Gielle» e »quindi l'impossibilità di esprimere una valutazione di merito per la conclusione di questo procedimento».

Dopo la proroga concessa alla Creo la questione è passata alla Regione che dovrà decidere se il progetto può essere assoggetato ad una valutazione d'impatto ambientale per autorizzare la sua realizzazione. Il sindaco di Capannori attende la risposta, mentre Porcari ha già espresso una posizione contraria. Sulla stessa linea dei comitati e delle forze di opposizione (centrodestra e M5S). Per la Creo questa tecnologia, sinora è attiva in Spagna, a Valencia, dove tratta bucce d'arancia, è pulita, a basse emissioni, con un ciclo produttivo che in solo otto ore trasforma le biomasse in lignite (il calore si produce con una centrale termica a metano) e riduce i cattivi odori. Una questione ancora aperta in attesa delle risposte della Regione. (n.n.)

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