Il dolore
Arrestati gli spacciatori di Porta S. Pietro
Duplice ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di immigrati che rifornivano una trentina di persone
LUCCA. Spacciare lo stupefacente era diventato un gioco da ragazzi per due extracomunitari già arrestati in precedenza dalla polizia. Sottoposti all’obbligo di firma proprio in conseguenza delle prime condanne in tribunale si recavano prima negli uffici di viale Cavour e dopo aver ottemperato agli obblighi di legge lasciavano la questura e percorsi un centinaio di metri iniziano il loro giro dello spaccio all’interno dell’arborato cerchio. Prima nella «zona rossa» di Porta S. Pietro, poi verso Porta Elisa e infine nel centro cittadino. Pensavano di farla franca Ali Hassan Faouti detto «Taki», 45 anni, nato in Iraq e il suo «socio in affari» Faycel Fourati detto «Riccio» nato in Algeria 35 anni fa. Ma i due clandestini non potevano sospettare che la sezione antidroga della squadra Mobile li monitorava costantemente e, sotto la direzione del sostituto procuratore Aldo Ingangi, era pronta a far scattare la trappola per fermare quello spaccio di stupefacente in città. Proprio nella tarda mattinata di ieri Faouti e Fourati sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della procura e adesso sono detenuti in una cella del penitenziario di San Giorgio.
L’accusa. I due immigrati, senza lavoro e senza fissa dimora, per l’accusa sono responsabili, in concorso, di una molteplicità di cessioni di sostanza stupefacente di tipo eroina all'interno della cerchia muraria.
Le sim rubate. Dopo il precedente arresto, avvenuto circa un paio di mesi fa, i due extracomunitari si erano procurati delle sim rubate. In una circostanza il proprietario del telefonino a cui era stata rubata la Sim aveva provato da un altro cellulare a chiamare il proprio numero. E aveva ricevuto risposta proprio dai due spacciatori che, pensando si trattasse di un cliente, lo avevano invitato a comprare l'eroina indicando luogo e prezzo. Stando all’accusa la sostanza stupefacente veniva ceduta a clienti abituali: una trentina di diversa estrazione sociale tra cui anche tre titolari di esercizi commerciali .
Ovuli nel retto anale. Faycel Fourati arrivava da Prato in treno per gestire lo smercio di droga nel centro cittadino. In una circostanza «Riccio» aveva occultato 11 grammi di eroina confezionati a forma di ovulo e delle dimensioni di un mignolo all'interno del retto anale. La sostanza stupefacente veniva rinvenuta dai poliziotti solo a seguito di accertamenti radiologici. In antecedenti circostanze, gli investigatori, avevano notato questi, che prima di iniziare a cedere l'eroina, si recava nei bagni pubblici di via Pescheria ove sostava qualche minuto per poi iniziare l’attività di spaccio. L'eroina arrivava da Prato.
Operazione antidroga a Pistoia. In un’operazione antidroga della procura di Pistoia ci sono stati 10 arresti tra cui una persona di Castelnuovo. Le misure cautelari in carcere sono state eseguite nell'ambito di un'indagine della squadra mobile, coordinata dal pm Claudio Curreli, sullo spaccio di eroina e marijuana nel Pistoiese.
Luca Tronchetti
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