Il dolore
Valfreddana abbandonata «Vogliamo i carabinieri»
Lettera aperta con decine di firme per denunciare i colpi sempre più frequenti Cittadini e negozianti chiedono sia spostata qui la caserma ora a Piegaio
LUCCA. La Valfreddana non ne può più di furti, colpi nelle ville e scorrerie notturne ai danni di negozi e banche. E allora questa striscia di territorio, divisa fra quattro comuni lungo la strada che porta da Lucca a Camaiore decide di alzare la voce, con una lettera aperta firmata da decine e decine di persone - fra i quali diversi amministratori pubblici - nella quale si chiede un maggior controllo del territorio e l’istituzione di una caserma dei carabinieri.
A sottoscrivere ci sono tante persone che hanno negozi o comunque attività commerciali lungo la via per Camaiore. E c’è chi - suo malgrado - ha avuto esperienza diretta con le “imprese” della criminalità: come la titolare della farmacia di San Martino in Freddana, che due malviventi presero di mira meno di un mese fa, in piena notte.
A spiegare la genesi e i motivi della lettera c’è Giuseppe Nardi, del comitato di Torre ed ex presidente della Circoscriz«ione 6: «La Valfreddana è su una direttrice importante fra la Piana di Lucca e la Versilia, ma spesso si sente ignorata. E negli ultimi mesi ci siamo trovati a fronteggiare episodi eclatanti». Non ci sono stati, infatti, solo i colpi a banche o farmacie finiti sulle prime pagine dei giornali: «Qui sono entrati da tutte le parti - continua Nardi -: ci sono case che sono state svuotate completamente o ville alle quali sono state divelte le inferriate».
Il senso di tutto questo viene così sintetizzato (in forma polemica) nella lettera, che richiama «l'attenzione delle autorità istituzionali della Provincia, prefetto, comandante della compagnia carabinieri di Lucca, sindaco di Pescaglia e sindaci dei Comuni di Lucca, Camaiore e Massarosa,senza dimenticare lo stesso Presidente della Provincia (che sembra neppure sappia che esiste e attraversa la nostra vallata la stretta e transitatissima strada provinciale n.1, con interventi pericolosamente lasciati in sospeso)». A tutti questi si chiede se «ancora non si sono resi conto che la Valfreddana, divisa e spezzata, purtroppo, in quattro appendici- quali propaggini esterne di altrettanti Comuni - è terra di nessuno, abbandonata e lasciata alla mercè della criminalità, organizzata in bande di ladri di ogni genere che scorrazzano di giorno e di notte, assaltano banche, uffici postali, scuole, farmacie, bar e negozi, ville e case, mentre non esiste alcun presidio di polizia a controllare la zona». E proprio questo punto è il nervo scoperto: «Cosa ci sta a fare la stazione Carabinieri a Piegaio, quando qui, in pochi mesi, abbiamo dovuto assistere ad assalti clamorosi ai bancomat dei due istituti di credito di San Martino in Freddana e Monsagrati e a quello dell'ufficio postale, nonché alla farmacia di San Martino, senza dire dei furti che da anni si verificano dappertutto di giorno e di notte? Si vive con la paura di trovarci - quando si dorme - i ladri in casa o di sentire suonare il campanello da malavitosi pronti ad entrare in casa».
Secondo i firmatari « la stazione Carabinieri a Piegaio fa parte di un contesto di presidi - quello della Mediavalle - già sufficientemente dotato di postazioni d'Arma e di polizia a Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca, Coreglia. Barga e Fornaci, mentre questa zona, dove vivono tra le 5 e 6mila persone, è totalmente sguarnita, perché la Valfreddana, al di là di una artificiosa divisione amministrativa è un contesto unico, una realtà socio-economica omogenea e del tutto diversa, zona strategicamente delicata tra Lucca e la Versilia, la cui tutela non può essere lasciata al caso, come ora succede, affidandosi di volta in volta a interventi occasionali e quando accadono fatti eclatanti che muovono l'opinione pubblica».
Luca Cinotti
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