Il Tirreno

Lucca

La lentezza che offende la sanità

Omar Monestier

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Che cosa stiamo aspettando? Sono passate settimane dall’intervento sbagliato. Sono passati giorni dalla scoperta degli esami istologici che hanno stabilito che quell’organo non era da asportare. L’errore è palese, raccontato in tutti i suoi dati salienti. Eppure la commissione interna non si è ancora riunita, tantomeno si è espressa. E non è detto che lo faccia. Chissà, potrebbe chiedere ulteriori accertamenti. Solo grazie a un po’ di senso dell’opportunità i due medici si sono astenuti dal servizio. Si sono messi in ferie. Non era il caso di rientrare in corsia dopo un intervento che ha gettato nel panico un paziente e coperto di discredito il sistema sanitario toscano. Non c’è ancora un provvedimento formale a carico di due medici. Neppure una sospensione in attesa delle indagini. No, ci si prende tutto il tempo che, non si sa mai, non salti fuori che i giornali si sono inventati tutto e si sbeffeggia la Regione che voleva atti concreti in tempi brevi. La Procura della Repubblica, dal canto suo, non ha ancora iniziato a occuparsi della vicenda. Lo farà, forse, da stamane quando l’avvocato varcherà l’ingresso per depositare la denuncia. A questo pover’uomo non pare che ci sia gran fretta di rendere giustizia. Traggono da queste lentezze ancor più forza le sue parole quando narra della sua condizione di detenuto finito sotto i ferri della sanità pubblica e dice: se fossi stato un uomo libero forse non sarebbe successo.

All’ospedale di Lucca si entra con un rene malato e uno sano e capita che ti tolgano il rene sano. Scusate, ma a me pare una cosa inaccettabile. Voi, lì in ospedale, fate pure con calma.

(om)

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