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Asilo nido, nei guai le 5 aziende per frode in pubbliche forniture

Asilo nido, nei guai le 5 aziende per frode in pubbliche forniture

Informazioni di garanzia anche per il collaudatore, il direttore dei lavori e altri dipendenti dell’ente La procura vuol chiudere l’indagine in un mese e riconsegnare l’edificio al Comune che è parte lesa

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CAPANNORI. Va avanti spedita l’indagine della procura della Repubblica sui lavori all’asilo nido «Cosimo Isola» di Lammari - aperto nel settembre 2014, costato 1,3 milioni e sotto sequestro dal 6 aprile - afflitto da gravissimi problemi strutturali nelle parti in legno e nelle pareti che mostrano preoccupanti «sfarinature» e «insolite muffe» oltre a segni di degnato legati all’umidità.

Gli indagati. Attualmente sono iscritti a modello 21 con l’accusa di frode in pubbliche forniture gli amministratori o i responsabili legali di cinque imprese che hanno eseguito lavori interni od esterni all’edificio scolastico sigillato e che il sostituto procuratore Salvatore Giannino conta di restituire al Comune di Capannori (l’ente pubblico è parte lesa nella vicenda) entro la fine di maggio o al massimo l’inizio di giugno. Si tratta dei responsabili della ditta di Roma che ha vinto l’appalto, dell’impresa sub-appaltatrice di Napoli, dell’azienda di Vicenza che ha fornito il materiale in legno, di un’impresa di movimento terra di Castelnuovo e infine di un’azienda di impianti con sede a Pietrasanta. Si tratta di un’iscrizione a garanzia degli indagati che sono già stati informati (loro o i loro legali).

Informazione di garanzia. Non si tratta però delle uniche persone su cui la procura sta facendo accertamenti. Sono stati raggiunti da avviso di garanzia, pure senza essere iscritti nel registro degli indagati, altre cinque persone fisiche. Oltre al direttore dei lavori anche il collaudatore e alcuni certificatori tutti dipendenti del comune di Capannori che in questo modo, se lo ritengono opportuno, possono nominare un consulente o un legale nel caso in cui dall’avviso la procura passi all’iscrizione formale che invece è già stata usata per i responsabili delle aziende appaltatrici o fornitrici del materiale usato per realizzare l’«asilo della vergogna».

Consulenti. Il sostituto procuratore Salvatore Giannino entro giovedì provvederà a formalizzare la nomina e conferire l’incarico ai due consulenti che ha scelto per periziare la struttura già cadente dopo neanche due anni di vita. Si tratta di due docenti universitari - un ingegnere tecnico delle costruzioni e un architetto docente all’università di Pisa - che dovranno effettuare una relazione dettagliata su metodi e materiali. Obiettivo degli inquirenti: togliere i sigilli e restituire la struttura al comune di Capannori. Che a quel punto dovrà decidere se riaprirla ai piccoli alunni o tenerla chiusa in attesa delle decisioni della magistratura.

Materiale acquisito. La pg dei carabinieri in procura - a cui sono state delegate le indagini - ha provveduto ad ascoltare alcuni testimoni e ad acquisire al comune di Capannori documentazione completa sulla realizzazione dell’edificio: dal capitolato d’appalto alle certificazioni di conformità sino alle forniture del materiale.

Luca Tronchetti

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