Sicurezza
No carbonizzatore, raccolta di firme
Forte la protesta inscenata a Porcari dai cittadini ambientalisti. Presto una manifestazione a Capannori
PORCARI. Il prossimo passo contro il biocarbonizzatore di Salanetti sarà una raccolta di firme da presentare in Regione. Sale la rabbia dei cittadini (un centinaio) che ieri mattina hanno manifestato in piazza Orsi davanti al municipio di Porcari per ribadire le ragioni del no all'impianto che la Creo intende realizzare nella zona industriale di Lunata, al confine tra Capannori e Porcari. E la protesta dalla cittadina della Torretta nei prossimi giorni si sposterà sul territorio capannorese con un presidio, proprio a Salanetti, per continuare la mobilitazione che ha come obiettivo di scongiurare la costruzione dell'impianto in grado di trattare 60mila tonnellate di rifiuti. Mentre i 5 Stelle annunciano una nuova richiesta di referendum consultivo dopo la bocciatura da parte del Comune di Capannori, «se il progetto non sarà ritirato».
Novità sul progetto sono attese per la prossima settimana, dopo che la Creo aveva chiesto una proroga per fornire ulteriori documentazioni. In piazza ci sono cittadini porcaresi e capannoresi di varia estrazione sociale, studenti, operai, famiglie con bambini. Accanto ai comitati ambientalisti (comitato Difesa Salanetti, comitato Torretta Ambiente, comitato "riaccendiamo la centralina") ed esponenti di diversi schieramenti politici. Ci sono anche il vice sindaco del Comune di Porcari, Leonardo Fornaciari (area Pd) e il capogruppo dell'opposizione Riccardo Giannoni (centrodestra), e alcuni consiglieri comunali della minoranza di Capannori. Alle 10.30 a prendere la parola, megafono in mano, è Francesco Ricci, uno dei promotori del presidio "no al carbonizzatore". «La protesta andrà avanti, non ci fermeremo». Annuncia «una petizione da presentare in Regione dove si dovrà decidere se autorizzare o meno l'impianto che porterà solo effetti negativi: aumento dello smog e del traffico, cattivi odori ed emissioni nocive in una zona come a Salanetti già satura di impianti industriali (Ascit e Valfreddana Recuperi ndr), a pochi metri dalle case e dal territorio di Porcari. Inoltre è una tecnologia nuova e non vogliamo fare da cavie».
Dalla protesta dei comitati alla politica. I comuni di Capannori e Porcari hanno chiesto un'inchiesta pubblica per fare chiarezza sul progetto presentato nel novembre scorso e sul quale è stato aperto un procedimento in Regione, al momento fermo dopo che la Creo ha chiesto una proroga per un'integrazione documentale in seguito alle perplessità espresse da diversi enti, tra cui Arpat. Il vice sindaco Leonardo Fornaciari ribadisce la linea dura del Comune di Porcari. Sulla stessa linea anche la minoranza. Il consigliere Giannoni ha ricordato che «Porcari è contraria all'insediamento di aziende insalubri vicino al suo confine». Uno dei punti più controversi riguarda i fanghi industriali. «Perchè non dichiarare che l'impianto è al servizio delle attività produttive e tratterà fanghi industriali?», si legge sul volantino. Un'altra questione è la frazione organica (l'umido) dei rifiuti. «Non si smaltiranno rifuti organici - sostiene il consigliere pentastellato Lunardi - La frazione organica dei comuni di Rete Ambiente sarà conferita all'impianto di Gello».
Nicola Nucci
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