Italia
L’ipotesi scissione resta sul tappeto
Bortoli: «Rescindere i contratti illegittimi sarebbe molto costoso» La cancellazione degli accordi metterebbe a rischio 10 lavoratori
LUCCA. Addio all’ipotesi di scissione per Gesam? Non è detto, anzi. L’arrivo della risposta dell’anticorruzione, letta dal sindaco durante il consiglio di giovedì sera, ha sì rimescolato le carte, ma ha anche messo in chiaro un punto fondamentale: tre affidamenti-chiave alla galassia Gesam (cimiteri, illuminazione, impianti termici) sono illegittimi.
Partendo da qui, l’arrivo non è detto che per forza debba essere la rescissione dei contratti. Perché - spiega l’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli - «già in partenza avevamo verificato che riscattare i servizi sarebbe stato costoso, assai costoso». Molto probabilmente più costoso che andare al concambio delle azioni con Toscana Energia per scindere la società mista di distribuzione del gas (che parteciperà alla gara per le reti) da quelle in house che si occuperanno dei servizi per il Comune.
Certo, serviranno altre valutazioni. Che però non dovrebbero essere particolarmente complesse. Perché - spiega ancora Bortoli - «tutto quello che ci serve per valutare i costi sta dentro i bilanci delle società». Bilanci che sono in via di approvazione, ad eccezione di quello di Gesam Energia, per il quale è stata chiesta una “dilazione” in virtù del contenzioso innescato dall’ex presidente Gianni Magnani con il Comune per il pagamento di alcuni servizi.
Fare previsioni al centesimo è, ovviamente, impossibile. Ma da quello che trapela da palazzo Orsetti, l’ipotesi di una rescissione dei contratti porterebbe il Comune a dover pagare una cifrà superiore ai 10 milioni. Molti investimenti, infatti, sono già stati sostenuti (e finanziati con mutui) da Gesam: in particolare quelli per l’illuminazione pubblica. E rescindere il contratto vorrebbe dire pagare tutto subito, anziché ammortizzare la cifra su trent’anni.
Per questo potrebbe essere che la cancellazione degli accordi illegittimi non porti a soddisfare quell’“interesse attuale e concreto” che la legge (e la lettera dell’Anac) invitano il Comune a verificare e a considerare.
Magari per scoprire che la scissione costa meno e riesce comunque a sanare una situazione illegittima prima dell’intervento della Corte dei Conti.
C’è poi un altro fattore certo non secondario. La valutazione del Comune non può viaggiare esclusivamente su binari che riguardano i soldi e i bilanci. La rescissione dei contratti, infatti, rischierebbe di mandare a casa i dipendenti di Gesam che si occupano dei servizi affidati in maniera illegittima: si tratta di una decina di persone, che non è affatto detto possano essere riassorbite dal Comune, visti i vincoli sulle assunzioni.
La lettera dell’Anac dà a Palazzo Orsetti trenta giorni di tempo per presentare le controdeduzioni. In questo lasso di tempo andranno avanti le verifiche e si cercherà di capire quale strada è la più conveniente per le casse del Comune e per i lavoratori. O - forse - la meno dolorosa.
Luca Cinotti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
