Finanza
Studente investito e trascinato da un'auto, la madre: «Cerco chi ha soccorso mio figlio»
A Lucca appello della mamma di Niccolò, investito da un’auto sul Brennero: «Vorrei ringraziare quell’uomo»
LUCCA. Niccolò, 23 anni, studente universitario di chimica industriale a Pisa, attraversa sulle strisce la via del Brennero alle 11 della mattina di sabato 23 aprile. Piove. Con una mano il ragazzo conduce la bici, con l’altra tiene l’ombrello mentre atrtraversa. Si sta recando al Cantiere Giovani per partecipare a un’iniziativa. Un’auto sbuca sul rettilineo e lo investe in pieno. Lo scaraventa in alto, poi il giovane ricade sull’asfalto, l’auto lo aggancia e lo trascina per una decina di metri almeno. Lui è cosciente, si rende conto di quanto gli sta accadendo e urla, urla con tutta la voce che ha in gola. Finché l’auto si ferma. E Niccolò è ancora sotto, tremante, dolorante.
Nella testa di Niccolò, in quegli attimi, scorre il film di tutta la sua giovane vita. Peccato che quando l’auto si ferma, il conducente lo ignori, non gli chieda nemmeno come sta. Chi lo soccorre, chiama il 118 e si premura di dargli una coperta che ha in macchina è un uomo, età apparente fra cinquanta e sessant’anni, con i baffi e i modi gentili: il conducente dell’auto sopraggiunta dopo quella dell’investitore.
Una storia incredibile quella di Niccolò, che abita con la famiglia a San Concordio. A raccontarla è la sua mamma, Sonia Petri, che oggi cerca l’uomo che ha soccorso suo figlio, che lo ha assistito in quei momenti di paura, che gli ha dato un conforto mentre, steso a terra sotto la pioggia battente, probabilmente ancora non realizzava che era stato protagonista di un miracolo.
«Quella mattina - dice mamma Sonia - mio figlio è stato investito da un uomo alla guida di una Punto che non si voleva nemmeno fermare, a differenza di un signore che conduceva l’auto dopo quella che l’aveva investito e che si è prodigato in ogni modo, dando aiuto e conforto a mio figlio. Poiché non so niente di questa gentile persona, sarei estremamente felice di poterlo ringraziare personalmente. Se leggerà questo articolo, lo prego di chiamare il 338 1446008».
«Mio figlio - continua la signora - mi ha assicurato che ha subito ringraziato questo signore per le cure che gli ha prestato, mentre l’automobilista che lo aveva investito si premurava solo di dire alla polizia municipale, intervenuta per i rilievi, che mio figlio non attraversava a piedi ma in bicicletta, cosa non vera. Mi farebbe molto piacere però parlare personalmente con l’uomo che ha soccorso mio figlio».
Una volta che l’ambulanza ha portato via Niccolò per condurlo all’ospedale dove i sanitari lo avrebbero esaminato e curato, l’uomo con i baffi se n’è andato.
Il giovane studente universitario intanto al pronto soccorso è stato sottoposto a tutti gli accertamenti del caso. Se l’è cavata con due punti di sutura al mento e abrasioni varie sul corpo. Probabilmente però, se ha potuto subito tornare a sorridere, è stato anche grazie alla premura di chi lo ha aiutato in un momento di bisogno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
