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Proteste il 1º Maggio davanti ai supermercati

Proteste il 1º Maggio davanti ai supermercati

LUCCA. Manifestazioni di protesta davanti ai maggiori supermercati il Primo Maggio. Quest’anno, sottolinea la Filcams Cgil, «il 1º maggio anche a Lucca, in Versilia e in Garfagnana una parte...

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LUCCA. Manifestazioni di protesta davanti ai maggiori supermercati il Primo Maggio. Quest’anno, sottolinea la Filcams Cgil, «il 1º maggio anche a Lucca, in Versilia e in Garfagnana una parte considerevole della grande distribuzione sarà aperta. Si tratta dei supermercati Conad, Pam, Penny Market, Eurospin ma anche Mercatone Uno, Brico Io, Ovs e quest'anno per la prima volta anche Carrefour. Contestiamo con fermezza le aperture nei giorni festivi, tra i quali il 1º maggio: la festa dei lavoratori assume una valenza simbolica particolare».

In effetti, con Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, la Filcams ha indetto lo sciopero per l'intera giornata. «Il lavoro nei giorni festivi nel commercio non è obbligatorio - sottolinea la segretaria generale Filcams Cgil Valentina Gullà (nella foto) - ma è necessario dare un segnale forte alle aziende che decidono di aprire. La Filcams ha organizzato un presidio itinerante di lavoratori e lavoratrici che dalle 15 sosteranno per tempi brevi davanti ad alcuni supermercati aperti, ultima tappa davanti al Carrefour per poi giungere alle 18 alla festa in piazza a Capannori, dove si terrà il concerto di Roberto Vecchioni. L'idea di partecipare in modo colorato alla tradizionale serata vuole inserire nella celebrazione della festa dei lavoratori il tema caldo delle aperture degli esercizi commerciali nei festivi, all' insegna dello slogan “la festa non si vende”».

La Filcams Cgil sarà presente ai presidi con striscioni e volantini informativi. «Pensiamo infatti - continua Valentina Gullà - che alla società del consumo si debbano contrapporre i valori e il rispetto della persona. Subordinare il rispetto delle festività all'interesse del profitto è dal nostro punto di vista inaccettabile oltre che privo di alcun fondamento anche dal punto di vista di chi pensa a incassare, poiché è dimostrato che non sono le aperture indiscriminate a garantire maggiori profitti o crescita dell' occupazione. La coperta è corta e continuare a tirarla non risolve il problema del calo delle vendite. Non si può anteporre la libertà di aprire e commerciare come e quando si vuole alla libertà e ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici».

«Riteniamo però estremamente importante - conclude - che la riflessione si estenda anche ai consumatori. La logica del “consumo, dunque sono” per dirla con il sociologo Zygmunt Bauman, risponde a interessi che niente hanno a che fare con la dignità e l'identità della persona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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