Il dolore
L’Anac: affidamenti illegittimi a Gesam
Arrivata la lettera dell’Anticorruzione: due strade per il Comune
LUCCA. Sul caso Gesam il Comune ha di fronte due strade: procedere alla scissione asimmetrica, così come previsto dal “piano Bortoli”, ma rispettando il codice degli appalti. Oppure rescindere tutti i contratti illegittimi stipulati con società della “galassia” facendosi carico dei costi, sia finanziari che sociali. E a far pendere l’ago della bilancia saranno considerazioni di carattere economico.
Questo è lo scenario che si è aperto nella giornata di ieri, dopo che a Palazzo Orsetti è arrivata la lettere dell’Autorità anticorruzione, a suo tempo “attivata” dal senatore Altero Matteoli sul caso Gesam. Un documento atteso, che il sindaco Alessandro Tambellini ha reso noto durante il consiglio comunale aperto sulla trasparenza.
La lettera dell’Anac usa toni forti nei confronti degli affidamenti, che, a partire dal 2002, sono stati fatti verso le società partecipate. Affidamenti definiti senza mezzi termini illegittimi. È il caso dei servizi cimiteriali, in capo dal 2002 (e per 30 anni) a un ramo d’azienda della “capofila” Gesam Spa, partecipata anche da Toscana Energia e Comune di Capannori, che si occupa anche di distribuzione del gas. E poi c’è Gesam Energia che si occupa, in virtù dei contratti calore e Sinergo, degli impianti termici comunali e dell’illuminazione pubblica: durata del contratto fino al 2040 (dal 2010). La presenza di soci privati nelle aziende rende di fatto - secondo il diritto comunitario e nazionale - illegittimi gli affidamenti diretti, senza gara, che si sono susseguiti negli anni e che avrebbero richiesto, per essere validi, una società in house, totalmente pubblica.
Vista questa situazione, l’Anac dà due indicazioni al Comune di Lucca. In primo luogo c’è quella che sarebbe la “via maestra”: verificare «la sussistenza di un interesse pubblico attuale e concreto» per la revoca degli affidamenti illegittimi, in via di autotutela e per evitare l’ipotesi di “arricchimento senza causa” a opera dei privati. Questo significherebbe, per l’amministrazione, indennizzare le società di quanto già realizzato per il Comune e ancora non “ammortizzato”. Si aprirebbe poi una dolorosa questione sociale per i lavoratori delle aziende che perderebbero i contratti con il Comune.
La seconda strada è procedere alla scissione asimmetrica, così da creare una società partecipata con Capannori e Toscana Energia che partecipi alla gara per le reti di distribuzione del gas (vero nodo della vicenda) e, dall’altra parte, una società interamente pubblica alla quale affidare i servizi ora dati illegittimamene. Il tutto - scrive Anac - dovrà avvenire «nel rispetto delle procedure previste dal codice dei contratti pubblici». Proprio questo passaggio sarà quello da esaminare attentamente nelle prossime settimane, per capire se l’accordo con Toscana Energia sia compatibile con la normativa. L’altra verifica è quella economica: capire se al Comune costerà di più la scissione (da effettuarsi con il “concambio” delle azioni con Toscana Energia) o la revoca dei contratti.
I tempi per svolgere queste analisi - da quanto trapela dal Comune - ci sarebbero: la gara per le reti non è certo dietro l’angolo. La partita sarà ancora lunga.
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