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L’esperta: smaltirlo costa, ma non così tanto

LUCCA. Liberarsi dell'amianto non è poi così difficile. E neppure così dispendioso. O almeno non tanto da giustificare le conseguenze che possono derivare dalla sua presenza in abitazioni, luoghi di...

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LUCCA. Liberarsi dell'amianto non è poi così difficile. E neppure così dispendioso. O almeno non tanto da giustificare le conseguenze che possono derivare dalla sua presenza in abitazioni, luoghi di lavoro e di svago. Per fare un esempio sui costi per lo smaltimento di coperture di media entità, ovvero da 10 a 70 metri quadrati del peso di circa 1.200 kg. il costo si aggira intorno ai 3.500 euro, rimozione e trasporto compresi. La spesa si riduce per grossi quantitativi. Per decontaminare un capannone di 1.000 metri quadrati servono all'incirca 20mila euro. Che diventano 30mila se si prevede il suo ripristino. Costi non irrisori, certo, ma mai tanto eccessivi, se si pensa ai danni causati dall'esposizione a queste sostanze nocive, le cui fibre si liberano facilmente nell'aria, perché molto friabili, sprigionando particelle letali che, una volta respirate, si accumulano nei polmoni e nei bronchi, provocando danni irreversibili.

Dati alla mano, in Toscana l'80% di coloro che si sono esposti a lungo a fibre di amianto, in tempi diversi sono stati colpiti da tumori alla pleura. «Il processo di decontaminazione deve seguire un preciso iter burocratico - spiega Luisa Dauria - esperta nel settore, partendo da un sopralluogo e dall'analisi di un campione del materiale, indispensabile per chiedere la certificazione analitica all'Asl di competenza che darà il consenso alla bonifica». Servirà circa un mese per completare le operazioni che iniziano con l'incapsulamento del materiale prima della rimozione. Nello specifico, un trattamento con una vernice vinilica penetrante che va a bloccare la dispersione delle fibre, laddove vi fossero fessurizzazioni o rotture. Il materiale viene quindi portato al piano di "calpestio" e imballato in teli di polietilene o, laddove necessario, come nel caso di tubazioni, cassoni idrici e canne fumarie, in big bags omologabili, poi conferito negli appositi siti di stoccaggio (in Toscana presenti solo a Lucca e Montignoso). Trattamento che consentirà al materiale di tornare allo stato naturale dopo alcuni anni (l'amianto è infatti un minerale), cancellando ogni sua traccia dal terreno in cui sarà poi collocato a circa due metri di profondità. Durante il processo di smaltimento verranno naturalmente effettuati controlli specifici. (r.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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