Sicurezza
Una centralina sotto l’ex cartiera Pasquini
Ecco dove sorgeranno i tre nuovi impianti per produrre energia dal condotto pubblico a Lucca
LUCCA. Più che l’alluvione del fine settimana passato, che pure qualche problema l’ha creato, era stato – nelle settimane precedenti – il livello insolitamente alto dell’acqua nel Condotto Pubblico a sollevare polemiche e perplessità. In particolare nel punto in cui, in via del Fosso, il Condotto attraversa la parte interna delle Mura. Nonostante da tempo non piovesse in più di una circostanza l’acqua arrivava a lambire i ponti sovrastanti (mentre, paradossalmente, il livello in quel punto si è abbassato drasticamente durante l’acquazzone). Un fenomeno che a detta di molti poteva essere spiegato in un solo modo: una regolazione delle chiuse tale da aumentare la portata dell’acqua nel Condotto. Il motivo? La risposta più logica agli occhi dei lucchesi era una: il flusso dell’acqua era mantenuto volutamente alto (e anche ieri pomeriggio il livello si era rialzato) per alimentare le tre minicentrali idroelettriche realizzate lungo la stessa condotta, e che per funzionare hanno bisogno di un quantitativo minimo di acqua (attorno ai 5 metri cubi al secondo) per funzionare. Una spiegazione che chiarisce anche perché, in occasione dell’acquazzone, i problemi si sono avuti attorno al bastione San Paolino: qui finiva – in attesa di essere indirizzata verso il canale Priscilla – l’acqua caduta dal cielo. Acqua che ha sì creato difficoltà, perché a un certo punto il Condotto non riusciva più ad assorbire tutti gli scoli e in alcuni punti (vedi zona San Donato) l’acqua ha finito per allagare gli scantinati. Ma in quel caso nel Condotto c’era solo l’acqua piovana perché, come avviene in caso di pioggia rilevante, il flusso d’acqua diretto da Saltocchio alla Condotta (per alimentare le centraline) viene interrotto. Ed ecco così che, invece, in via del Fosso il livello dell’acqua è improvvisamente calato.
Insomma, le centraline idroelettriche diventano un capro espiatorio perfetto per chi si dice preoccupato dal livello toccato dall’acqua, in alcune (ma frequenti) occasioni in via del Fosso. Una preoccupazione destinata a crescere considerando che alle attuali tre condotte sono destinate ad aggiungersene altrettante. Sono le tre autorizzate dalla provincia nel febbraio del 2014, dietro altrettante richieste di due società private (la Tecno Service Re e la Molino San Pietro a Vico) e dalla partecipata Lucca Holding Servizi.
Due di queste centraline saranno all’interno delle Mura. Una sarà quella del Molino Cittadella, che sarà realizzata dalla Lucca Holding Servizi all’ex Manifattura Tabacchi. L’altro impianto, il Molino San Jacopo, sarà invece quello della Tecno Service, da realizzarsi all’ex Cartiera Pasquini (là dove entrano le acque del Condotto ad alimentare il canale di via del Fosso). Quest’ultimo complesso è da decenni in abbandono, così come abbandonata è stata l’idea di realizzarvi un hotel. Esterno alla cerchia muraria sarà invece l’impianto della Molino San Pietro a Vico, nell’impianto Molino di Cima,, che sarà l’impianto di maggior potenza, con un valore medio di 98 Kw, contro i 92,5 del Molino San Jacopo e i 50 del Molino Cittadella. La concessione sarà ventennale per tutti, e prevede, oltre al pagamento di un’addizionale regionale del 10%, un canone annuo a favore della Provincia, che oscilla dai 756 euro per l’impianto della Lucca Holding, ai 1.487 euro dell’impianto di San Pietro (mentre il canone per la centralina dell’ex Cartiera Pasquini il canone è stato fissato in 1.405 euro). Ma più che il canone, che non pare destinato a incidere sui conti pubblici, sarà l’idea di altre tre centrali (di cui dentro la cerchia urbana) e della necessità di garantire un adeguato flusso di acqua – con tutto ciò che comporta – a sollevare prevedibili polemiche. Questo nonostante le rassicurazioni sui sistemi di controllo e la constatazione che l’acqua necessaria, in fondo, è sempre la stessa, che le centrali siano tre, come ora, o sei, come domani. Anche perché, anche se il livello attuale dell’acqua non cambierà agli occhi dell’uomo della strada, specie se la strada è via del Fosso, appare comunque già troppo alto.
Luigi Spinosi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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