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Lucca

«La casa famiglia rischia la chiusura»

«La casa famiglia rischia la chiusura»

L’allarme di Vania Nottoli: i Comuni non hanno risorse per i nuovi ospiti

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LUCCA. «È una bella soddisfazione confermarsi come prima associazione del territorio. E la cosa più bella è che di anno in anno continuano a crescere, sia come numero di preferenze sia come importi». Vania Nottoli, presidente dell’Anffas non nasconde la gioia per l’ennesimo primato nella classifica del 5 per mille. «Abbiamo sfondato il tetto dei 40mila euro – dice – segno che anche le dichiarazioni dei contribuenti sono diventate più pesanti. Il nostro successo è costruito sul passaparola e sulle iniziative che realizziamo, nessuna campagna pubblicitaria».

L’associazione, attiva a Lucca dal 1965, si occupa di persone con disabilità intellettiva e relazionale. «I settori in cui investiamo le risorse raccolte sono due: in primis i nuovi servizi per i nostri utenti, tra cui l’apertura di un altro centro a San Pietro a Vico e l’avvio di un progetto agricolo a Carraia; in second’ordine cercheremo di tenere a galla le convenzioni che già abbiamo e che sono in sofferenza economica per i tagli delle amministrazioni locali». In questo quadro rientra la questione della casa famiglia dell’Arancio, gestita con la cooperativa l’Aquilone: «A causa della morte di alcuni utenti ci sono dei posti vuoti che non sono stati ancora coperti dall’amministrazione comunale nonostante le necessità che ci sono in giro. Si tratta dell’unico servizio residenziale per le cure relazionali presente sulla Piana di Lucca, ma i Comuni per ora non hanno risorse da destinare a questa struttura. Se non inseriranno altre persone, rischiamo di chiudere, ma di certo daremo battaglia». (g.p.)

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