Finanza
«Coltello puntato per il cellulare»
Denuncia di uno studente lucchese che ha subito il furto mentre camminava nel baluardo S.Colombano
LUCCA. Un calcio che arriva all’improvviso, da dietro, una mano che con un gesto repentino afferra il cellulare di un giovane studente lucchese mentre parla al telefono con una sua amica. La fuga, l’inseguimento, la richiesta di averlo indietro, il coltello che spunta all’improvviso, la paura che fa precipitare nell’angoscia un gruppo di ragazzi di rientro da una festa di compleanno.
Teatro dell’ennesimo episodio di violenza, avvenuto ieri sera intorno alle 23.30, il baluardo San Colombano, purtroppo in passato già salito all’onore delle cronache per simili atti di criminalità.
A raccontare quanto accaduto è la stessa vittima del furto che ha affidato a un post su Facebook la sua versione dei fatti. Versione confermata anche dal padre dello studente (ancora minorenne) che dichiara di essere intenzionato a sporgere denuncia per quanto accaduto ieri sera in pieno centro.
«Mi ha raccontato - spiega il padre del giovane - che stava scendendo dalle Mura lungo via dei Fossi insieme a un gruppo di una decina di amici. Lui era rimasto un po’ indietro perché in quel momento stava parlando al cellulare con una sua amica. Quando ormai era arrivato in prossimità del baluardo San Colombano, ha ricevuto un calcio alla gamba da una persona che si trovava alle sue spalle che in un secondo gli ha strappato il cellulare dalle mani. Preso ovviamente alla sprovvista non ha realizzato subito cosa stesse succedendo. Nel frattempo due amici l’hanno raggiunto e insieme sono andati dietro a questa persona. Mio figlio gli ha urlato: “Ridammi il telefonino”, ma lui si è girato e ha detto: “Che c... vuoi?” e ha tirato il fuori il coltello».
A questo punto, stando sempre alla ricostruzione del giovane, il “ladro” si sarebbe dileguato insieme a un’altra persona in via Antonio Vallisneri.
«Dopo quanto è successo - spiega ancora il padre del ragazzino - un suo amico col suo cellulare ha chiamato la polizia. Quando i poliziotti sono arrivati hanno raccolto la testimonianza di mio figlio e dei ragazzi che erano con lui. Io ho saputo quello che era successo dalla chiamata di un suo amico che piangeva e sono corso in centro per raggiungerlo. Per fortuna nessuno si è fatto male ma episodi di violenza di questo tipo ormai accadono sempre più spesso. Martedì andremo a fare la denuncia in questura». E sempre il giovane ha fornito anche una descrizione abbastanza dettagliata della persona che l’avrebbe derubato.
«Mi ha detto che indossava una felpa bianca e una sciarpa nera che gli copriva il viso, come una specie di passamontagna - spiega ancora il padre del giovane - e mi ha riferito anche che secondo lui si trattava di un nord-africano. Oltre a lui poi c’era anche un’altra persona con la quale è scappato. Aggiungo anche che la zona fra Porta San Pietro e quella del baluardo San Colombano stanno diventando sempre più pericolose. Aggressioni, ragazzini picchiati ma anche furti di motorini e spaccio. È arrivato il momento di intervenire perché manca la sicurezza. È stato minacciato con un coltello per un cellulare che, visti i vari blocchi, sarà probabilmente inutilizzabile. Se non si affronta il problema in maniera seria, se non aumentano i controlli, rischiamo che possano succedere episodi anche più gravi».
Restano comunque ancora tutti da chiarire i contorni della vicenda, sulla quale indaga la polizia. Dettagli più precisi probabilmente emergeranno durante la formalizzazione della denuncia.
Federica Scintu
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