Il Tirreno

Lucca

Bancomat sradicato e soldi persi per strada

di Flavia Barsotti
Bancomat sradicato e soldi persi per strada

Assalto rocambolesco ma pasticcione Nella folle corsa i banditi urtano auto in sosta

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Non c'è pace per San Martino in Freddana. Dopo la spaccata di due settimane fa alla farmacia, il colpo all'ufficio postale a novembre e il furto da 40mila euro all’agenzia della Crl nella vicina Monsagrati, stavolta è toccato alla filiale della Banca Toscana, protagonista, suo malgrado, di una tragicomica vicenda. Il fatto risale alla notte fra venerdì e sabato intorno alle 3,15 quando due malviventi, muniti di esplosivo hanno fatto saltare la vetrata della sede per fare irruzione e circondare con una cinghia il bancomat annesso. Intanto, l'altro capo della corda era stato allacciato a un'auto di piccola cilindrata, necessaria ai malfattori per sradicare il dispositivo erogatore di denaro dalla sua postazione e, almeno nei loro piani, per darsi alla fuga trascinandoselo al seguito.

Ma qualcosa è andato storto fin dall'inizio, a partire dal momento in cui la loro corsa ha rischiato di concludersi contro il cancello di una casa vicina.

«Per la velocità, la parte superiore del terminale che i banditi avevano agganciato, senza curarsi di quella sottostante con la cassa, ha cominciato a oscillare da un lato all'altro della carreggiata, andando a sbattere contro un'auto che era nei paraggi - afferma il titolare dell'edicola La Coccinella -. A quel punto, il proprietario dell’auto colpita, pensando a un incidente, è sceso lamentandosi. Di fronte alle sue parole, i due si sono rivolti verso di lui minacciandolo e costringendolo ad allontanarsi a piedi e lasciare il veicolo incustodito». È allora che il bancomat, legato all'esterno con poca attenzione e troppa fretta, a causa dell'accelerazione ha iniziato a perdere pezzi, seminandoli qua e là per tutta la via insieme al denaro rimasto, raccolto dagli abitanti e riconsegnato alla banca in un secondo momento.

Una situazione che ha costretto i ladri pasticcioni ad arrestarsi nel tentativo di rimediare al disastro. «A quell'ora stavo lavorando, quando ho sentito un rumore, come qualcosa che veniva trascinato - spiega il titolare del panificio, Paolo Da Prato -. Subito sono uscito fuori e ho visto due persone con un oggetto grande e pesante fra le mani, intente a trasportarlo a bordo della loro macchina. Lì per lì ho pensato al trasloco di un frigorifero, tanto che mi sono offerto di dare una mano, ma non appena questi si sono accorti della mia presenza, sono fuggiti velocemente lasciandosi alla spalle una scia di scintille».

Due uomini alti, secondo il testimone, dal volto semicoperto. «C'è chi dice che avessero un accento dell'est - afferma - ma io sono sicuro che fossero nordafricani. Subito ho avvisato i carabinieri dove mi hanno detto di essere già al corrente dell'accaduto».

Dopo una decina di minuti infatti, secondo il suo racconto, i banditi sono tornati indietro. «Avevano il portellone aperto e le cinghie gialle che strusciavano per terra, ma del bancomat nessuna traccia: lo avevano perso per strada». Le voci sulla vicenda si sono susseguite per tutta la mattinata ieri a San Martino in Freddana, mentre le forze dell'ordine procedevano ai rilevi nell'ingresso della banca ormai distrutto per l'esplosione. «Questa zona si presta alla fuga. Abbiamo bisogno di più controlli», è la frase più frequente pronunciata dai curiosi accorsi per dare un'occhiata. «Di fatti come questi ne sono successi già troppi» dicono ancora in giro e qualcuno non manca di fare riferimento alla collocazione di immigrati nelle abitazioni vicine. «Tutto è cambiato da un anno a questa parte - afferma Valentina Puccinelli dal Bar dello Sport - E pensare che è sempre stata un'area tranquilla. A essere prese di mira non sono solo le banche o le attività: i furti sono iniziati prima nelle case e poi hanno preso a sparire macchine agricole e utensili dai giardini e dalle tettoie. Questa strada ormai è stata battuta in lungo e in largo». Un problema, quello della sicurezza, di cui si sono fatti portavoce anche dall'edicola La Coccinella. «A nome di tutti i commercianti, siamo in contatto con l'amministrazione che pare abbia già fatto richiesta di maggiore presenza di forze sul territorio - spiega il titolare - specie dalle 18 alle 24 nella fascia chiusura degli esercizi. Saremo convocati a breve per discutere e trovare soluzioni concrete come il posizionamento di telecamere sulla provinciale. Un intervento è assolutamente necessario per tutelarci: abbiamo paura. Non posso pensare a quando mia moglie chiude il negozio da sola la sera. Qua c'è la nostra vita: subire un furto significa uscirne rovinati».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa