Il Tirreno

Lucca

Insetti distruttori in agguato In Valle c’è paura per i raccolti

Dal fungo che colpisce i castagni alla vespa che attacca le api, fino al coleottero che distrugge gli alberi Tanti i potenziali pericoli per l’agricoltura locale, da qui l’invito a segnalare gli esemplari sconosciuti

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VALLE DEL SERCHIO. Se il cinipide galligeno che colpiva il castagno è stato debellato, riportando in Valle del Serchio una produzione di castagne come non se ne vedeva da quattro anni, l'allerta degli insetti pericolosi per le colture autoctone resta alta. Da qualche decennio, infatti, con il progresso e la globalizzazione, spostiamo nell'arco di una giornata persone, cose, animali e altro in tutte le parti del mondo. In questi spostamenti continui, soprattutto commerciali, purtroppo si infiltrano anche dei piccoli clandestini che per carenza di controlli, di inosservanza di leggi, e di mancanza del buon senso, creano danni irreparabili alla nostra agricoltura, ai nostri boschi e giardini.

Questi piccoli clandestini sono insetti e funghi provenienti da altri continenti, definiti dal "alieni", perché ogni volta che ne arriva uno gli entomologi devono scoprire il loro comportamento per poterli tenere sotto controllo per evitare grandi disagi, soprattutto in agricoltura. «Alcuni di questi insetti alieni arrivati ultimamente sul nostro territorio e altri che a breve tempo arriveranno – afferma Ivo Poli, presidente nazionale dei Castanicoltori da sempre in prima linea per la difesa del sistema colturale garfagnino – trovandosi già in territori a noi confinanti».

Non solo il cinipede, a minacciare le colture locali arrivano anche lo Gnomoniopsis pascoe (fungo marciume delle castagne), l’Accles cribratus (coleottero asiatico del fico ­che rode le piante adulte, portandole a morte), la vespa velutina (calabrone asiatico, un devastante predatore di api e altri insetti impollinatori), il Cydalima perspectalis (bruco che defoglia completamente il bosso portandolo a morte), la Cinaria cupressus (conosciuta come afide del cipresso), il Drosophila Suzuki (mosca della frutta). Gli alberi sono poi minacciati dall' Anoplophora chinensis malasiaca, un coleottero molto pericoloso, che scava gallerie alla base dei tronchi e nelle radici di oltre cinquanta specie di alberi, portandoli a morte.

Senza contare la xylella che ha colpito gli ulivi pugliesi, e la cimice asiatica, che diventerà la preoccupazione di migliaia di imprenditori agricoli: «Alcuni di questi parassiti che sono arrivati da poco e altri che potranno arrivare - continua Poli - creeranno gravi danni economici e ambientali sul nostro territorio. Pertanto è molto importante la collaborazione di tutti i cittadini per monitorare, segnalare e chiedere informazioni sulla presenza di insetti sconosciuti».

L'invito è quello ad avvertire gli uffici dell' Asl, in particolare l'Osservatorio permanente per patologie a trasmissione vettoriale (0583 449240,) oppure chiamare il Servizio fitosanitario della Regione (055 43840769) o interpellare il Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria di Firenze (055 24921).

Nicola Bellanova

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