Il Tirreno

Lucca

Bilancio finalmente in attivo: +23.000

di Paola Taddeucci
Bilancio finalmente in attivo: +23.000

Dopo anni di “rosso”, il 2015 porta un utile E il sindaco si toglie i sassi (veri) dalla tasca

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LUCCA. Il Teatro del Giglio può tornare a sorridere e guardare con più serenità al futuro.

Lo dice il bilancio del 2015, che si chiude con 23mila euro di utile: numeri assai diversi da quelli del 2014, quando il risultato di esercizio si fermò a oltre 354mila euro in rosso. È la cura messa in atto dall'amministratore unico Stefano Ragghianti - nominato nell'agosto 2014 - e fortemente voluta dal sindaco Alessandro Tambellini, a suo tempo molto contestato per una serie di altre scelte, tra cui quella di un unico direttore artistico.

Così, nel presentare il bilancio "smile" del 2015 insieme con i dirigenti del teatro, il primo cittadino ci mette dell'ironia e, via via che vengono forniti i dati, tira fuori un sassolino dalla tasca. Un siparietto divertente che si era preparato, portandosi da casa le piccole pietre, per rispondere scherzando alle polemiche passate.

«Ma ho molti altri sassolini da togliermi - avverte Tambellini -, compreso uno più grande che tirerò fuori al momento opportuno». A cosa si riferisca, il sindaco non lo ha rivelato. Intanto si gode i risultati positivi del Giglio, grazie ai quali ne vede più vicina la trasformazione da azienda speciale in fondazione, altro suo "pallino". «Mi piacerebbe - confessa - terminare il mio mandato (nel 2017, ndr) con la nascita della nuova realtà». Se i conti ora sono in ordine per questo passaggio, resta tuttavia da capire come realizzarlo concretamente in base ai decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione. A spiegare in dettaglio le voci del bilancio è Ragghianti che i mette in evidenza l'importanza del risultato. «Ci siamo arrivati - dice - senza diminuire, anzi sviluppandole, le attività del teatro e in un contesto regionale e nazionale di grande difficoltà per gli enti lirici».

Tre i dati più significativi: la riduzione del costo del personale (circa 60mila euro in meno del 2014), il calo degli oneri finanziari (passati da 32mila a 22mila euro) e l'aumento dei contributi provenienti dal Fondo Unico per lo spettacolo (intorno agli 82mila euro). Per quanto riguarda il personale - altro terreno su cui sorsero polemiche - Ragghianti ricorda come la riduzione dei costi sia avvenuta senza alcun licenziamento né scioperi. La soluzione trovata, grazie al confronto con i sindacati, ha permesso quattro trasferimenti al sistema delle partecipate e un'interruzione di lavoro. Oggi l'organico è composto da un dirigente, 22 dipendenti a tempo indeterminato, di cui 15 impiegati e 7 operai - ma ne sarà assunto un altro -, più una trentina di "maschere", addetti alla sicurezza e ai servizi di sala, con contratti a chiamata.

In totale il costo del personale per il 2015 è stato di 1.104.445mila euro contro 1.169.242mila del 2014. Ma nel 2016, informa Ragghianti, il risparmio sarà più consistente tanto che l'amministratore unico ipotizza, sia pure con prudenza, diversi miglioramenti in vista per i dipendenti, tra premio di produzione e inquadramenti. Sorridono anche Manrico Ferrucci e Aldo Tarabella, rispettivamente direttore generale e direttore artistico, nel riferire i numeri delle stagioni di lirica, prosa e danza: aumentano spettatori, soprattutto giovani che si mostrano sempre più attratti dalla lirica, e abbonamenti. Il risultato migliore, comunque, arriva dalla prosa con 965 abbonamenti: quasi 250 in più della scorsa stagione. Bene anche la danza, tornata sul palcoscenico del Giglio con due spettacoli: 266 gli abbonamenti, quasi il doppio del 2013-14, ultima stagione effettuata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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