Sicurezza
«Al parco con la birra non si può stare» Sichi duro coi migranti
L’assessore avverte: «Se lo rifanno dovranno andarsene» I responsabili saranno convocati in prefettura e redarguiti
LUCCA. Un giardino, sei uomini intorno a un tavolo, una dozzina di bottiglie di birra (quasi tutte ancora da stappare) e un sullo sfondo un carabiniere che si fa avanti. È questa la scena immortalata in una fotografia due giorni fa, intorno alla quale si sta scatenando una grossa polemica.
Argomento del contendere? L’accoglienza ai migranti. Le persone ritratte nell’immagine (carabiniere a parte) sono dei richiedenti asilo, da qualche mese ospiti in una struttura di Sant’Anna. Ospiti, non reclusi. Tant’è che i migranti sono liberissimi di uscire ed esercitano abitualmente questo diritto.
Il problema è che due giorni fa, di pomeriggio, si sono sistemati nel parco giochi di Sant’Anna con una dozzina di birre al seguito. La scena che ne è venuta fuori ha attirato l’attenzione, e soprattutto la preoccupazione, di alcune mamme, che sono solite frequentare il parco con i figli piccoli.
Temendo una possibile deriva alcolica della riunione (cosa che non è avvenuta), qualcuno ha allertato i carabinieri, che poco dopo si sono presentati sul posto per un controllo. Che non ha dato esito alcuno: «I migranti non erano ubriachi o alterati, non stavano dando fastidio a nessuno – spiegano le forze dell’ordine –. Dato che nelle strutture non possono bere, erano usciti per farsi una birra. Niente di più. Le bottiglie, inoltre, erano quasi tutte chiuse».
I carabinieri stanno comunque verificando se la loro condotta abbia violato un’ordinanza del sindaco che proibisce il consumo di alcolici nei parchi pubblici: in tal caso per i responsabili scatterebbe la denuncia per violazione delle disposizioni dell’autorità.
Ma al momento è tutto da verificare, visto che l’ordinanza era scaduta il 31 marzo, poi è stata prorogata, ma non è chiaro se comprenda anche il parco in cui è avvenuto l’episodio.
Qualcuno fa notare come simili comportamenti siano tenuti anche da giovani lucchesi, spesso minori, senza che sia dato loro un così ampio risalto. Basta andare di mattina presto a porta San Pietro o davanti alle scale dell’ex tribunale per trovare bottiglie di birra rotte o abbandonate.
La condotta dei migranti non è comunque piaciuta ai vertici del Comune.
L’assessore al sociale Antonio Sichi, persona che segue con passione e attenzione le questioni dell’accoglienza, stavolta non le manda a dire: «Non hanno commesso alcun reato, ma un simile comportamento non è tollerato dal Comune di Lucca. Bere alcol in un parco pubblico davanti a dei bambini non è ammissibile: hanno sbagliato, saranno redarguiti e se lo faranno di nuovo se ne dovranno andare dal nostro territorio». Parole chiare e nette, come difficilmente capita di sentire da un amministratore. «Mi auguro che i carabinieri abbiano fatto una relazione al prefetto – prosegue Sichi –. So che i responsabili di tale comportamento sono già stati individuati così come la cooperativa che si occupa di loro. Saranno convocati in prefettura e ammoniti per il loro atteggiamento. Hanno sbagliato loro e ha sbagliato la cooperativa che se ne occupa».
Nella zona di Sant’Anna sono diverse le strutture che ospitano richiedenti asilo: tre sono gestite dalla Odissea, una dall’Arci e una dal Gvai. I responsabili sono stati informati dell’accaduto e a loro volta richiameranno i migranti coinvolti in questo episodio. Certo è che anche per loro non è facile controllarli quando sono fuori.
A Lucca, i richiedenti asilo presenti nelle strutture di prima accoglienza sono 146, suddivisi in 18 case. A questi si aggiungono i 142 presenti nella tensostruttura di via delle Tagliate, gestita dalla Croce Rossa. Sommando questi numeri emerge come Lucca sia il Comune della Provincia che più si è impegnato nel percorso di accoglienza dei migranti. Un percorso a cui tutti devono contribuire con senso di responsabilità. Ospiti compresi.
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