Il Tirreno

Lucca

Protesi acustiche, ci sono 4 indagati

di Luca Tronchetti
Protesi acustiche, ci sono 4 indagati

Oltre al titolare di un centro specializzato che ha patteggiato. Accertamenti di procura e finanza su forniture e rimborsi

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LUCCA. Una maxi truffa che rischia di allargarsi ulteriormente per un danno all’Asl stimato ad oggi in circa 300mila euro e riguardante la fornitura e il rimborso degli apparecchi acustici a 800 persone residenti in Lucchesia, Media Valle e Garfagnana. Molti di loro, stando all’accusa almeno un centinaio, si sono visti fatturare due protesi anzichè una o ne hanno ottenuta una pur non avendone bisogno o non avendo i requisiti reddituali previsti dalla legge. E hanno scoperto che le firme in calce non erano le loro. A pagare gli ausili acustici fatturati indebitamente naturalmente era il servizio sanitario nazionale.

Il ramo versiliese. Un’inchiesta - quella della procura della Repubblica, diretta dal sostituto Antonio Mariotti - partita dalla Versilia e delegata da circa un anno al nucleo di polizia tributaria del tenente colonnello Pierfrancesco Bertini. Un’indagine che ha portato - al momento - ad una sentenza di patteggiamento a carico del titolare del Centro Acustico Audix con sedi in piazza Curtatone a Lucca, a Fornaci di Barga e a Castelnuovo con l’accusa di truffa aggravata e falso ideologico in atto pubblico. La ditta individuale era classificata nella categoria delle aziende fornitrici e installatrici di apparecchi acustici per sordi. Impianti gratuiti per pazienti non udenti o colpiti da gravi deficit e con costo totalmente a carico del servizio sanitario nazionale solo in presenza di invalidità accertata dalla commissione medico-ospedaliera della provincia. La sentenza di condanna del titolare del centro di impianti acustici ha riguardato il solo ramo versiliese dell’indagine e le fiamme gialle hanno accertato numerosi rimborsi indebiti che il centro acustico Audix aveva richiesto all’Asl della Versilia. Stando all’accusa i titolari del centro, pur installando una sola protesi a ciascun cliente, provvedevano a fatturarne due all’azienda sanitaria locale E in una circostanza il centro acustico lucchese aveva ottenuto un rimborso dello strumento per non udenti per un cliente risultato deceduto in data antecedente a quella in cui sarebbe stata installata la protesi.

L’inchiesta lucchese. Alla prima fase d’indagine per territorio ne è seguita un’altra che è ancora in corso e che vede al centro nuovamente l’impresa individuale lucchese. L’inchiesta è emersa dopo il blitz della Guardia di Finanza nella sede dell’ufficio protesi dietro l’obitorio del Campo di Marte. Lì i finanzieri hanno sottoposto a sequestro i terminali in uso al personale dell’ufficio. Quattro, al momento, sono i dipendenti Asl iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di personale che aveva accesso alle pratiche in questione. Sotto la lente d’ingrandimento le procedure interne all’Asl di fornitura e rimborso di apparecchi acustici. Contestualmente i finanzieri, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dal giudice, hanno eseguito undici perquisizioni domiciliari in alcuni abitazioni private, in ambulatori medici e all’interno del centro e delle sedi secondarie dell’Audix di Fornaci di Barga e Castelnuovo.

La commissione medica. Del tutto estranea alla vicenda la commissione medica provinciale che accerta la presenza di invalidità nei pazienti colpiti da deficit acustico e che in presenza dei requisiti di legge hanno il diritto di ottenere gratuitamente dall’Asl l’apposita protesi uditiva. Finanza e procura hanno accertato che gli oltre cento soggetti che hanno ricevuto gratuitamente e indebitamente le protesi erano stati segnalati come persone «non aventi diritto». E proprio da quella palese anomalia rispetto alle concessioni a pioggia di protesi acustiche che è partita l’indagine. Evidentemente c’è qualcuno che falsifica le pratiche o il percorso delle medesime attraverso il sistema informatico dell’ufficio protesi dell’Asl che nella vicenda è parte lesa.

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