Il Tirreno

Lucca

Trentenne coraggiosa insegue da sola i ladri

di Federica Scintu
Trentenne coraggiosa insegue da sola i ladri

Avevano rubato nel negozio in cui lavora: la Casa della Penna

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LUCCA. Una rapina in pieno giorno, in pieno centro, in una via Roma affollata ma indifferente.

Una ragazza di 30 anni che lavora nel negozio di famiglia che, spinta solo dal suo coraggio, ha inseguito i ladri ed è riuscita anche a recuperare la parte più cospicua della refurtiva.

L'ennesimo colpo ai danni di un’attività commerciale è avvenuto ieri mattina, intorno alle 10.30 e questa volta a essere preso di mira è stato il negozio "La Casa della Penna" che si trova a due passi da piazza San Michele e da via Fillungo.

La ragazza coraggiosa invece è Giulia Presentini che, non appena si è accorta che dalle vetrine interne erano spariti orologi e penne, non ci ha pensato due volte: si è messa a correre dietro ai ladri e a urlare: «Al ladro, al ladro», ma nessuno, stando a quanto ci ha raccontato, è intervenuto per darle una mano. Nessuno.

«Sono sconcertata - dice la giovane - la strada era affollata, mi hanno sentito tutti ma hanno fatto finta di niente. C’era anche un ragazzo che stava scaricando della merce, l’ho visto benissimo, ma non si è nemmeno girato. Questa è la cosa che mi dispiace di più». Giulia Presentini come ogni giorno era al lavoro. Una giornata cominciata come tante altre, con la solita routine fatta di clienti e fatture: ma in pochi minuti tutto è cambiato.

«Sono entrate tre persone - racconta Giulia Presentini - due donne e un uomo probabilmente originarie del sud est asiatico, ben vestite, apparentemente dei clienti come tanti altri tanto che all’inizio non ho avuto alcun sospetto. Avranno avuto all’incirca 35 anni. Ho chiesto loro se volessero vedere qualche oggetto in particolare ma mi hanno risposto di no. A quel punto ho lasciato che dessero un’occhiata e mi sono spostata nella stanza accanto».

Giulia è ancora ignara che nelle intenzioni dei tre ci sia quella di svaligiare il negozio quando all’improvviso si rende conto di aver sentito di un rumore che conosce bene: quello della vetrina che si apre. «Ovviamente mi sono insospettita - racconta ancora la giovane - e quindi sono tornata da loro. Ho guardato subito la vetrina e ho visto che gli orologi non c'erano più così ho preteso delle spiegazioni».

Ma davanti alle richieste di Giulia i tre non perdono tempo e cominciano a correre verso la porta d’ingresso: la giovane, scarpe da ginnastica ai piedi e nervi saldi, non molla e li insegue.

«Mi è venuto istintivo andargli dietro - racconta ancora la trentenne - non ho pensato alla paura. Una delle donne è scappata verso destra, in direzione piazza San Michele, gli altri due si sono infilati in Corte Sbarra e sapendo che è una strada senza uscita ho puntato su di loro».

Un’intuizione che si rivela azzeccata ma che nasconde anche dei rischi.

«Ho tentato di fermare la ragazza - dice Giulia - lei a quel punto ha gettato la borsa ed è riuscita a scappare tornando indietro. Allora sono andata incontro all’uomo, perché vedevo che nascondeva qualcosa sotto il giubbotto. L’ho placcato ma lui mi ha afferrata per un polso e mi ha dato una spinta. Non ho potuto fare niente per fermarlo quindi è riuscito anche lui a scappare. Dalla borsa abbandonata dalla donna però abbiamo recuperato dieci orologi del valore di circa 250-300 euro ciascuno. Alla fine sono riusciti a rubare tre penne del valore totale di 1.200 euro, diciamo che poteva andare molto peggio. Altre volte avevamo subito dei furti, magari dalle vetrine esterne ma una cosa del genere non era mai capitata».

Giulia Presentini, a quel punto, allerta la polizia. Per fortuna la colluttazione con l’uomo non le ha provocato gravi conseguenze fisiche ma solo tanto spavento. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti che, dopo aver ascoltato la testimonianza di questa ragazza coraggiosa, si sono messi alla ricerca dei tre rapinatori. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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