Sicurezza
Lazzareschi punta su Lucca «Potenziamo i nostri impianti»
Il numero uno di Sofidel spiega la strategia che migliorerà la tecnologia e porterà nuova assunzioni E sugli ex magazzini della Manifattura “chiama” il Comune: «Decida cosa fare di mercato e scalo merci»
INVIATA A MILANO. «In parallelo allo sviluppo nei grandi paesi europei, abbiamo investito anche a Lucca. Adesso stiamo rinnovando l'asset della trasformazione con una nuova tecnologia e nuove performance di prodotto. Questo intervento comporterà un aumento del numero di addetti nei nostri stabilimenti della Piana. Non sarà un aumento in blocco, ma graduale, ed è già in corso».
Da Milano, dove Sofidel dà il via alle celebrazioni per il cinquantennale del gruppo, Luigi Lazzareschi, amministratore delegato, annuncia l'imminente ricaduta lucchese del piano di “crescita organica” della multinazionale con la sede centrale a Porcari. Crescita organica ovvero la “fase due” del progetto industriale del gruppo. Dopo la conquista di tredici paesi europei e di sette stati degli Usa secondo un progetto di espansione geografica, il gruppo ha deciso di dare il via a un piano di potenziamento produttivo degli impianti esistenti, e quindi anche di quelli lucchesi.
Nonostante la statura ormai mondiale del gruppo, Lazzareschi conferma che «la sede resta a Lucca. Siamo attaccati alla nostra città. I nostri uffici sono interni alle singole attività produttive».
Di progetti lucchesi in realtà Lazzareschi ne sta curando. In particolare a seguito dell'acquisizione da parte sua degli ex Magazzini della Manifattura Tabacchi in via Filzi, l'enorme complesso a ridosso delle Mura venduto all'asta a luglio del 2015. L'amministratore delegato di Sofidel, 53 anni, lo ha comprato per un milione 320.000 euro. Cosa ha in progetto di farne? Sulla destinazione degli ex Magazzini però il numero uno del tissue in Italia mantiene il riserbo. «Dipenderà - si limita a dire - da cosa l'amministrazione comunale deciderà di fare dell'ex scalo merci e del mercato ortofrutticolo di Pulia. Sono due aree strategiche e saranno determinanti anche per i Magazzini. Attendiamo anche di conoscere quali saranno le previsioni del nuovo piano strutturale per queste due aree». E, sempre Lazzareschi, smentisce le voci che si erano diffuse intorno al suo nome come papabile alla presidenza di Confindustria dell'area vasta (Prato, Lucca, Pistoia) dopo la recente fusione dei tre organismi provinciali dell'associazione degli industriali. «Non potrei proprio svolgere questo ruolo - dice - per mancanza di tempo. In questo periodo metà della mia vita è negli Stati Uniti».
Intanto il gruppo prosegue nel suo piano di sviluppo, con un'impostazione cambiata dopo la crisi che ha aggredito l'economia dal 2008 al 2015. «Fra il 2007 e il 2008 - spiega Lazzareschi - i consumi hanno iniziato ad aumentare a ritmi diversi. Così abbiamo abbandonato la costruzione di siti nuovi e di nuove acquisizioni di siti industriali: tutti oggi hanno la possibilità di produrre e di completare il ciclo produttivo. Adesso - sottolinea - è la fase della crescita organica, con il potenziamento degli impianti nati dieci-dodici anni fa. Di recente con questa politica in Polonia abbiamo triplicato la capacità produttiva». Ha migliorato la situazione, nel 2016, il nuovo calo del costo della materia prima, la cellulosa. «Era aumentato nel 2015 con una variazione del valore del dollaro - spiega ancora Lazzareschi -, ma adesso con il ripristino dei valori precedenti il costo si è riabbassato. Ed è rimasto contenuto grazie anche al fatto che la Cina ha prodotto meno carta di quanto si poteva prevedere».
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