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Centralina, ancora c’è tempo per fermarla

Centralina, ancora c’è tempo per fermarla

BAGNI DI LUCCA. Se i politici della Provincia e della Regione non tradiranno la popolazione e la volontà del consiglio comunale di Bagni di Lucca, ci possono essere ancora margini per fermare la...

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BAGNI DI LUCCA. Se i politici della Provincia e della Regione non tradiranno la popolazione e la volontà del consiglio comunale di Bagni di Lucca, ci possono essere ancora margini per fermare la realizzazione dell'ennesima centralina sulle acque della Valle del Serchio, quella che la società Green Factory intende costruire sulla Lima, a Fabbriche di Casabasciana. Ne sono convinti i rappresentanti del comitato "Salviamo la Lima", presenti nei giorni scorsi all'incontro che si è tenuto alla Regione tra politici e tecnici per valutare lo stato dell'iter della richiesta di autorizzazione presentata dalla Green Factory.

Il comitato si dice soddisfatto per il fatto che il presidente della Provincia, Luca Menesini, ha accettato di sollecitare il confronto in tempi brevi, dopo il sì unanime dei presenti in consiglio comunale (il gruppo Voltiamo Pagina ha abbandonato l'aula prima del voto) alla mozione che dà mandato alla giunta comunale di opporsi in ongi modo alla centralina. Nell'incontro in Regione (cui sono stata trasferite le pratiche ambientali prima gestite dalle Province) per il comitato sono intervenuti, oltre a Liano Picchi e Leonardo Di Sacco, anche l'avvocato Luca Scarselli, mentre per la Regione erano presenti l'assessore all'ambiente Federica Fratoni e il consigliere Stefano Baccelli. Con i tecnici del settore ambiente è stato esaminato lo stato della pratica, che non è ancora giunta al momento dell'approvazione finale. Da parte del comitato e dei suoi esperti sono stati illustrati ai tecnici e ai politici vari punti critici di tutto il percorso. Secondo "Salviamo la Lima", a fronte di una produzione di energia molto modesta, con royalty irrilevanti per la percentuale dei ricavi che spetta al Comune per legge, molto pesanti sarebbero i danni per l'ambiente, le attività e i posti di lavoro portati dal turismo fluviale. Per questo comitato, Comune, cittadini e operatori della Valle confidano in un'attenta valutazione del rapporto costi-benefici per il territorio portati da un progetto ritenuto di interesse solo per la società che lo propone. E dai politici di Regione e Provincia la gente della Valle si aspetta sostegno alle istanze del territorio.

Emanuela Ambrogi

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