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Lucca

L’ospedale fa la guerra alle sigarette

L’ospedale fa la guerra alle sigarette

Una nuova norma vieta il fumo anche nelle pertinenze esterne del presidio

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LUCCA. Stop alle sigarette fuori e dentro l’ospedale. I tabagisti che lavorano al San Luca sono sul piede di guerra. Da un paio di settimane l’azienda ha emanato una circolare che informa i dipendenti sulle novità introdotte dal decreto legge 6 del 12 gennaio. Un atto con cui il legislatore estende ulteriormente il divieto di fumo già previsto dall’articolo 51 della legge 32003. In pratica, niente più pausa sigaretta dentro il presidio, ma neppure nelle sue pertinenze. Per intenderci il cortile interno e (pare) neppure all’esterno. Compresi parcheggi, aiuole e scale antincendio. Per il momento i portacenere sono spariti dal cortile interno, mentre fuori dall’ospedale qualcuno continua ancora ad accendersi la bionda. Anche perché secondo i sindacati, un divieto di questo tipo è irricevibile. «Nessun giudice può negare a chi fuma il diritto di accendersi una sigaretta all’esterno dell’ospedale – spiega il dottor Alessandro Di Vito, rappresentante della Uil medici – La novità ci è arrivata all’orecchio una decina di giorni fa, tant’è che alcuni dipendenti inizialmente erano molto preoccupati. Guardi – prosegue il dottore – io non sono un fumatore e sostengono che il fumo sia dannoso per la salute ma non si può in alcun modo negare ai tabagisti questo diritto. Sono una minoranza che va tutelata. A quanto mi risulta i dipendenti continuano a fumare all’esterno dell’ospedale e mi auguro che nessuno abbia da ridire. Per la verità, come sindacato avevamo anche chiesto che a ogni piano fosse adibito un piccolo spazio per i fumatori. Ma al momento non abbiamo ricevuto risposta dall’azienda». Occorre ricordare che le porte del presidio sono allarmate e i dipendenti già ora non possono aprirle per andare a fumarsi una sigaretta. Devono per forza uscire da uno degli ingressi del presidio. Ora, pare, non potranno più fare neanche quello. Dovranno uscire dal perimetro dell’ospedale e arrivare in strada. Non il massimo della comodità, anche perché in tal caso i tempi di assenza dal reparto si allungano. La stessa cosa vale per i pazienti, salvo soggetti con problemi psichiatrici che in caso di astinenza da fumo potrebbero manifestare segni di disagio.

Oltre ai responsabili interni nominati dall’azienda, a vigilare sul rispetto della normativa ci saranno i Nas, che faranno dei controlli a campione sui presidi toscani. In caso di infrazione le sanzioni raggiungono i 2.200 euro. (g.p)

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