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Banda di ragazzine deruba i negozi: arresti e denunce

Banda di ragazzine deruba i negozi: arresti e denunce

Erano in cinque, età fra 16 e 19 anni: beccate dopo i colpi a Ovs e Scout Tagliavano i dispositivi anti-taccheggio e poi nascondevano la merce nelle borse

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LUCCA. Erano partite da Viareggio con due paia di forbici, delle grandi borse e un'idea precisa: fare shopping. Ma senza pagare. I loro propositi da aspiranti ladre sono andati in fumo quando la commessa dell'Ovs di via Santa Croce le ha bloccate, trovandole in possesso di abiti e cosmetici (valore circa 500 euro) trafugati in due negozi del centro di Lucca.

Il “Bling Ring” alla lucchese, per citare il film di Sofia Coppola che racconta le avventure criminali di un gruppo di adolescenti ossessionate da moda e star, è avvenuto domenica: cinque ragazze di Viareggio, quattro di 16 anni e una di 19, sono state fermate dalle volanti della polizia. Nei confronti delle minori c’è una denuncia per furto in concorso aggravato e continuato. La maggiorenne è stata arrestata e processata per direttissima.

Durante il pomeriggio il gruppo di adolescenti aveva preso di mira il negozio Scout, in via Veneto, trafugando magliette, canottiere, jeans e altri capi di abbigliamento per un valore di 242 euro. Il modus operandi era studiato: le ragazze entravano nel negozio e dicevano di volersi provare alcuni vestiti. Così andavano in camerino, usavano le forbici per tagliare il dispositivo anti-taccheggio e poi nascondevano la merce nelle borse. Un sistema che ha funzionato, almeno al primo colpo. Perché dopo averla fatta franca al negozio di via Vittorio Veneto, non contente di quello che avevano racimolato, le cinque compagne hanno puntato un secondo obiettivo: l'Ovs in via Santa Croce. Anche qui hanno utilizzato la stessa tecnica, ma con meno fortuna.

L'attenzione degli addetti all'anti-taccheggio è stata richiamata dal comportamento sospetto della combriccola che, dopo aver preso rossetti e ombretti al pian terreno, si è spostata al primo piano, dove c’è il reparto abbigliamento. A turno le ragazze entravano nei camerini con in mano diversi capi e poco dopo ne uscivano senza. Un gioco di prestigio presto svelato dalla sorveglianza del negozio, per niente disorientata dal tentativo delle ragazze di dividersi per dare meno nell’occhio. Le cinque amiche sono uscite alla spicciolata dal punto vendita, ma sono state fermate dagli addetti alla vigilanza che le hanno invitate a mostrare il contenuto delle loro borse. E lì è venuto fuori un intero guardaroba che neanche Mary Poppins avrebbe saputo stipare in una borsetta. Oltre alla refurtiva presa da Scout, le viareggine avevano abiti e prodotti cosmetici per altri 208 euro.

Sul posto è arrivata la polizia, che ha accompagnato il gruppetto in questura: di fronte agli agenti delle volanti, diretti dal dottor Davide Caldarozzi, le giovani hanno subito capito di averla fatta grossa. Quella che nella loro mente era una ragazzata buona per rinnovare l’armadio, ha assunto i contorni di un fatto grave. Soprattutto quando i genitori sono venuti a prenderle in questura: di certo non hanno apprezzato la bravata delle loro figlie, tutte incensurate e di buona famiglia. Nei confronti delle quattro minorenni, oltre alla denuncia, è stato emesso il provvedimento di “avviso orale”, con l'invito a tenere una condotta conforme alla legge. La 19enne, invece, è finita davanti al giudice per la direttissima che si è tenuta ieri mattina al tribunale di Lucca. L'arresto è stato convalidato ma l'avvocato difensore, il dottor Mirko Fambrini, ha ottenuto i termini a difesa: l'udienza si terrà il 15 giugno. Nel frattempo la ragazza resta libera.

GIanni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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