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Lucca

Mercati, ambulanti sul piede di guerra

Mercati, ambulanti sul piede di guerra

Cesaretti: gli affitti sono ok, il Comune non ci faccia i conti in tasca

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LUCCA. «Bando per le concessioni e nuovo Piano del commercio: se queste sono le premesse dell’amministrazione siamo pronti a dare battaglia». Gli ambulanti scendono sul piede di guerra e si preparano al confronto con il Comune sul tema delle licenze per i banchi. Concessioni che per effetto della famigerata direttiva Bolkestein scadranno nel giugno 2017. A breve palazzo Orsetti inizierà a predisporre il bando per le nuove assegnazioni e prima ancora redigerà il nuovo Piano del commercio. Le trattative con le associazioni di categoria partiranno prima dell’estate e si annunciano roventi.

Dopo l’articolo del Tirreno Confesercenti prende la parola per mettere i puntini sulle “i”: «Siamo sconcertati di fronte a certe affermazioni – spiega Valentina Cesaretti, responsabile territoriale di Confesercenti Toscana Nord – in materia di rinnovo delle concessioni per il suolo pubblico. La direttiva Bolkestein, per come recepita anche dalla Regione Toscana, non ci sembra dare alcun "aiutino" agli operatori del settore: pone, infatti, da un lato, dei limiti temporali ben precisi al rilascio di concessioni pubbliche, ma dall'altro riconosce anche la professionalità di tutti gli operatori che fino a oggi hanno svolto con serietà e correttezza il loro mestiere. Tale riconoscimento di professionalità non è un "aiutino", ma un atto dovuto verso chi, con sempre maggiore difficoltà, cerca di tirare avanti in un settore, come quello del commercio, in crisi ormai da troppo tempo». Il riferimento è a Lucca ma ancora più a quei Comuni (Firenze in primis), che si sono ribellati all’idea di assegnare il 40% del punteggio nei nuovi bandi ai titolari dei banchi esistenti. Cosa che invece invita a fare la Regione.

«Ci sembra alquanto offensivo – prosegue Cesaretti – fare i conti in tasca agli operatori che regolarmente pagano le concessioni di suolo, anche in considerazione del fatto che le amministrazioni comunali ricevono introiti importanti da tali tipi di concessioni. Gli operatori ambulanti, come tutti gli imprenditori, hanno grosse difficoltà a tirare avanti le proprie attività: la concessione del suolo pubblico non è certo l'unica imposta che un ambulante versa nelle pubbliche casse; chi opera nel settore sa bene quanto importante sia il carico fiscale che pesa su un'impresa al giorno d'oggi, senza che si siano viste nel frattempo particolari agevolazioni burocratiche o creditizie».

C’è poi la questione delle concessioni date in sub-affitto su cui l’amministrazione vorrebbe dare una stretta: «Riteniamo certamente importante e non più rinviabile la revisione del Piano del Commercio – spiega Cesaretti – Ma siamo abbastanza allarmati quando sentiamo parlare di "giro di vite". Qui si parla della vita lavorativa di molte persone, non serve in questa fase creare panico ed allarmismo. Non ci è piaciuto l'intervento sugli affitti: Lucca non è Roma dove tutte le concessioni sono in mano a poche famiglie. E neppure Firenze: da noi il fenomeno degli affitti non è così diffuso, saremo intorno al 10%. Si tratta di un’operazione perfettamente legale che riguarda i rapporti tra privati, non capisco l’interesse del Comune. Non parliamo di grandi cifre, invito il Comune a dare un’occhiata alle dichiarazione degli ambulanti per rendersene conto. Se queste sono le premesse – conclude – la battaglia sulla revisione del Piano sarà, da parte nostra, piuttosto dura nei confronti di questa amministrazione».

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