Il Tirreno

Lucca

Mensa, la protesta arriva in Comune

di Nicola Nucci
Mensa, la protesta arriva in Comune

Presidio dei genitori in piazza Moro, ma i manifestanti non sono stati ricevuti in municipio: «Il comitato fa disinformazione»

3 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. Cartelli, pentole, palloncini e una buona dose di ironia: «Luca Menesini dove sei?», urlano i genitori (circa ottanta insieme ai loro bambini) che ieri mattina hanno organizzato un presidio sotto il municipio. Un sabato mattina diverso dal solito, un sit-in pacifico e colorato promosso dal Comitato "Problema Mensa", dopo una settimana di sciopero con il pranzo portato da casa anziché utilizzare il refettorio, per chiedere un confronto con l'amministrazione comunale. Scopo della protesta migliorare la qualità del servizio della mensa scolastica e rivedere alcune aspetti del sistema di refezione introdotto nel gennaio 2015. Un confronto che il Comune continua a negare e il braccio di ferro andrà avanti nei prossimi giorni.

I genitori capannoresi, che da mesi si stanno coordinando attraverso riunioni e sui social, hanno ribadito a gran voce le loro richieste. Una protesta che si può riassumere in tre punti. Innanzitutto la «riapertura delle cucine interne già da settembre, condizione indispensabile all'appetibilità e alla fragranza dei piatti sporzionati ai bambini. Del resto le strutture ci sono: basta la volontà di volerle riattivare, E la cuoca (adesso sporzionatrice) coltiva il suo rapporto personale e materno con i bimbi».

Altro punto è la qualità degli ingredienti del menù. Le scuole dell'infanzia sono state attrezzate solo pochi anni fa con le cucine interne, ma utilizzate solo per cucinare parte del pasti serviti ai bambini. Il resto arriva dal centro cottura. «Inoltre – questo il secondo punto – tornare agli approvvigionamenti locali, filiera corta e km zero». La terza richiesta è quella di dare più poteri alla commisione mensa: «Così come è adesso non coinvolge il genitore e spesso i verbali, anche se segnalano anomalie, restano chiusi nel cassetto. Norme restrittive che non permettono vigilanza e controllo».

I genitori capannoresi rinnegano le accuse di strumentalizzazione del Comune, perché, dicono, «la protesta non ha colore politico, siamo un'associazione spontanea e apartitica. Il nostro unico referente è il Comune, ma da loro nessuna risposta, la loro è una strategia “Risposte Zero”. Nessun altro soggetto è colpevole diretto, né il fornitore del servizio né la struttura scolastica". La protesta del pranzo da casa ha avuto una buona adesione secondo il comitato e martedì, alle 21 nella sala Donatori del sangue di Lunata, saranno dati i numeri e annunciate nuove iniziative.

E il Comune: «L'amministrazione comunale di Capannori – si legge nella sua nota – come annunciato, non ha ricevuto i manifestanti del Comitato problema mensa che hanno espresso il loro dissenso rispetto al servizio mensa nelle scuole. I numeri delle persone in piazza, circa 50 adulti su 3.000 famiglie interessate dal servizio, confermano che il comitato sta facendo disinformazione, per fini politici, in merito a un servizio importante. I cittadini hanno il diritto di avere informazioni corrette e non strumentali, e con i genitori continueremo ad avere un dialogo più diretto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web