Italia
La Cgil: dipendente non riassunta
Battaglia davanti alla direzione del lavoro fra Cgil e casa di riposo “Pascoli”
BARGA. Grave violazione del contratto di lavoro ai danni di una operatrice sanitaria dipendente di una cooperativa sociale in appalto presso la Villa di Riposo Giovanni Pascoli a Barga. Lo denunciano Michele Massari (Fp Cgil) e Paola Paganelli (Fpl Uil) che hanno chiesto un incontro al consiglio di amministrazione della società e tramite raccomandata hanno informato tutti i soci delle problematiche emerse.
Cosa è successo lo raccontano proprio i due sindacalisti: «Al rientro da un periodo di aspettativa per maternità, la lavoratrice ha trovato le porte chiuse, vedendosi negare la possibilità di reintegro sul posto di lavoro – spiegano Massari e Paganelli – dobbiamo precisare che al momento del cambio di appalto tra la Cooperativa La Salute, precedente affidataria uscente, e la Cooperativa La Cerchia, subentrante, deciso dalla proprietà, società benemerita Villa Pascoli, la nuova coop su indicazione della società affidante, si è rifiutata di assumere la lavoratrice senza motivazione contravvenendo alle precise disposizioni del contratto nazionale delle cooperative sociali. Infatti, è previsto il passaggio dei dipendenti che operano in appalto o in affidamento, dalla coop uscente a quella entrante, in caso di cambio di gestione».
Si è già tenuto un incontro presso l’ufficio della direzione del lavoro di Lucca senza trovare accordo tra le parti: «A causa di una posizione intransigente della società che ha impedito il reintegro della lavoratrice accampando presunti disservizi, negati dalla cooperativa da cui la lavoratrice dipendeva – proseguono i sindacati – riteniamo gravissimo che una madre, di rientro dall’astensione per un periodo di maternità, abbia perso il proprio posto di lavoro senza un motivo valido. È una grave violazione sulla quale non si può passare sopra e ci rivolgiamo anche alla consigliera di parità della provincia di Lucca perché esamini il caso. Purtroppo ci troviamo ancora ad assistere ad episodi discriminatori legati al ruolo di madre e lavoratrice. Vogliamo evitare che ciò continui a succedere e faremo di tutto per scongiurare ogni possibile ingiustizia nei confronti di oneste operatrici».
Luca Dini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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