Proteste
E nelle carte spunta lo chef dei vip
Sarebbe coinvolto Henri Prosperi, già stella Michelin con un suo ristorante a Viareggio: «Mai fatte cose del genere»
VIAREGGIO. Per tutti i media italiani che si stanno occupando del caso Panama è “lo chef”. E lui non è davvero un cuoco qualunque, come suggerisce l’articolo determinativo. Nel curriculum di Henri Prosperi, 45 anni, italo-lussemburghese e versiliese di adozione dopo quasi vent’anni di lavoro nei locali top della zona, c’è la stella Michelin conquistata a Viareggio, all’apice della fama: era il 2010, l’epoca del suo ristorante “Henri” nel cuore della città. Ora il suo nome spunta nelle carte di Panama, o “Panama Papers”, che dir si voglia.
Nelle carte panamensi c’è anche Prosperi, lo chef. Secondo quanto riportano i documenti, lui sarebbe titolare di una società, la Kafu&Partners, con sede nelle Isole Vergini Britanniche (un luogo meraviglioso, a giudicare dalle immagini, tra Cuba e l’America del Sud). Le Isole Vergini Britanniche sono un paradiso fiscale, come si dice in gergo, cioè un luogo dove la tassazione è inesistente o quasi. Lui, però, nega tutto. Tramite il suo legale di fiducia, l’avvocato viareggino Gabriele Parrini, fa sapere che questo mondo non gli appartiene. «Non ho mai fatto cose del genere e non mi sono mai rivolto a qualcuno, né allo studio Mossack Fonseca né ad altri, con l’obiettivo di farle», afferma Prosperi tramite il suo avvocato. Henri Prosperi, che oggi lavora in Germania dopo aver concluso di recente l’avventura alla Taverna del Pirata di Torre del Lago, resta un’eccellenza della ristorazione, versiliese e non solo. Nato in Lussemburgo, è in Italia - suo Paese d’origine - che cresce professionalmente e diventa famoso. Alla fine degli anni Novanta, non ancora trentenne, approda alla corte di Lorenzo a Forte dei Marmi: come allenarsi a correre provando sulla Ferrari. Siamo al top: Henri fa il sommelier e vede passare il meglio della ristorazione e della clientela vip. Memorabile la serata con Robert De Niro nell’agosto del 2003. Dopo un’esperienza così straordinaria e gratificante, decide di tentare l’avventura personale: apre il ristorante-enoteca con il suo nome in via Fratti, cuore di Viareggio. Lì avviene il decollo, soprattutto quando trasloca nel secondo fondo (a pochi metri dal primo). Nel 2010 conquista la stella Michelin: tra i suoi ospiti George Clooney e Luca di Montezemolo. La voglia di sfida gli fa tentare il rilancio dell’Oca bianca in Darsena, nome storico della ristorazione viareggina. Ma l’esperimento non riuscirà. Henri, a quel punto, prende in gestione la Taverna del Pirata, locale di proprietà di Athos Pastechi a Torre del Lago. Anche lì intrattiene numerosi ospiti vip. Dopo due anni, alla fine del dicembre scorso decide di lasciare. Ora è in Germania e lavora ancora nella ristorazione con i fratelli. Là gli è arrivata l’èco di una notizia che mai avrebbe voluto avere.
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